Domenica al museo: i piccoli grandi musei della Toscana

Domenica al museo: i piccoli grandi musei della Toscana

14:20 02 marzo in News

Quale luogo se non un museo per passare una fredda domenica di marzo? Come ogni prima domenica del mese dal 2014, è previsto l’ingresso gratuito musei statali. Un’occasione ricorrente e gratuita per passare una domenica al museo o in più musei del territorio. Quali sono i piccoli grandi musei coinvolti in Toscana?

Arezzo: domenica al museo

Il Museo delle Arti e Tradizioni popolari dell’Alta Valle del Tevere, PalazzoTaglieschi apre gratuitamente le sue porte domenica 4 marzo in occasione di Domenica al Museo. Il percorso museale si articola in 20 sale disposte sui quatro livelli i un edificio rinascimentale: Palazzo Taglieschi. Il Palazzo appartenne alla famiglia dei Taglieschi, una delle famiglie più potenti di Anghiari, ed era composto originariamente da più case-torri di origine medievale. Il museo oggi affianca sapientemente e in modo intrigante più importanti opere d’arte ad una collezione vasta e variegata di oggetti legati alla vita e alle tradizioni popolari della valtiberina.

Firenze: domenica al museo

Insieme ai musei civici visitabili nell’iniziativa contemporanea a Domenica al Museo, Domenica Metropolitana, a Firenze troverete musei, ville e giardini unici che fanno parte del circuito dei Piccoli Grandi Musei e che saranno visitabili gratuitamente domenica 4 marzo:

  • Museo di Palazzo Davanzati, una vasta collezione di mobilio, oggetti d’uso e suppellettili di vario genere appartenenti alla tradizione dell’arredo fiorentino, il Palazzo è un raro esempio di dimora trecentesca a Firenze simbolo del momento di passaggio tra la casa-torre medievale e il palazzo rinascimentale. Il palazzo fu costruito alla metà circa del secolo XIV dai Davizzi, una potente famiglia di mercanti e banchieri dove dimorarono altrettanto agiate famiglie fiorentine, com i Monaldi e i Davanzati, che ne divennero poi proprietari.
  • Villa Corsini a Castello, poco più di un orto con annesso frutteto, fu trasformato dal Tribolo, lo stesso architetto che avrebbe dato inizio ai lavori di ampliamento del giardino di Boboli, in uno splendido esempio di giardino all’Italiana con statue, fontane, giochi d’acqua e aiuole geometriche. L’attuale e imponente aspetto barocco che possiamo in realtà fu frutto di numerose trasformazioni strutturali che riguardarono Villa Corsini per almeno trecento anni.
  • Giardino della Villa di Castello, dichiarata Patrimonio mondiale dell’Umanità nel 2013 dall’UNESCO, attualmente è sede dell’Accademia della Crusca, ma fu la dimora per cui Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici commissionò a Sandro Botticelli La Nascita di Venere e La Primavera proprio per decorala e dove rimasero fino al 1550. Potrete ammirarla gratuitamente domenica 4 marzo, in occasione di Domenica al museo.
  • Villa Medicea della Petraia, una delle più belle ville medicee, è appartenuta sempre a famiglie di spicco di Firenze: dalla famiglia Brunelleschi passò prima agli Strozzi, ai Salutati e ai Medici: Cosimo I l’acquistò nel 1544 per donarla al figlio Ferdinando.