Museo di Arte Sacra
di San Martino a Gangalandi

DINTORNI DI FIRENZE

San Martino a Gangalandi fu, nel 1986, il primo museo di arte sacra costituito sul territorio fiorentino in sinergica collaborazione con gli organi dello Stato, delle autorità ecclesiastiche e dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze che ne finanziò il progetto.

Il locale, attiguo alla chiesa, è addossato all’imponente campanile ed era la sede degli Operai della Societas Beatae Virginis Mariae Communis Gangalandi, fondata nel XIII o inizi del XIVsecolo, in seguito all’intensa attività riformatrice avviata a Firenze da San Pietro Martire (Verona 1205 – Seveso 1252) dell’Ordine Domenicano, strenuo difensore della religione cattolica contro l’eresia catara, che durante la sua permanenza a Firenze, nel Convento di Santa Maria Novella nel 1244, fondò, primo esempio, quella che oggi è la Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Firenze.

Gli ambienti sono stati riadattati in base alle nuove esigenze espositive e raccolgono, nei due piani, opere pertinenti sia della chiesa di San Martino sia delle chiese suffraganee.

Fra le sue opere più pregevoli si annovera il dipinto di Lorenzo Monaco raffigurante la Madonna dell’Umiltà del primo decennio del Quattrocento.

Accanto è collocato un trittico attribuito a Lorenzo di Bicci (doc. Firenze 1370- 1409) e al figlio Bicci di Lorenzo (Firenze 1368 – Arezzo 1452), artisti di primo piano nella Firenze del primo decennio del Rinascimento.

L’opera tratta un soggetto caro all’arte fiorentina con La Vergine che dona la cintola a san Tommaso e, negli sportelli laterali, i santi Nicola da Bari, Andrea, Giovanni Battista e Antonio Abate, mentre la cornice, ispirata ai modelli del secolo XV, è opera moderna dell’ultimo decennio del secolo scorso.

Oltremodo significativa è la Madonna con il Bambino di Jacopo del Sellaio, tavola restaurata di recente (2010), con la realistica ambientazione rinascimentale costruita dai dettagli d’interno. Intenso il colloquio che si svolge fra madre e figlio fatto di teneri gesti e affettuosi abbracci.

Sulla parete accanto alla scala d’accesso al piano superiore è collocata una tavola, suddivisa in tre scomparti, con la Decollazione del Battista fra san Francesco di Paola (Paola 1416 -Tours 1507, Ordine deiMinimi, santificato nel1519 da Leone x) e san Carlo Borromeo (Arona 1538 – Milano 1584, arcivescovo e cardinale, canonizzato nel 1610 da Papa Paolo V). La canonizzazione di quest’ultimo avvenuta nel 1610 ci consente di datare l’opera intorno al secondo decennio del XVI secolo, mostrando degli arcaismi che si riscontrano nelle opere di autori come Filippo Paladini.

Da un inventario del 1636 si evince che il dipinto si trovava a coronamento dell’opera del Ceraiolo. Sempre nel piano terra, all’interno di una teca, è conservato un ostensorio del XIX secolo, pregevole opera di quella metà dell’Ottocento che si ispirava alla cultura della rinascenza italiana.

Bibliografia essenziale

San Martino a Gangalandi. Proto Pisani Rosanna Caterina – Romagnoli Gioia (a cura di), Edifir per Credito Cooperativo di Signa, pagg. 202.

1esterno

Veduta della Chiesa di San Martino a Gangalandi

4dettaglio

Dettaglio

7museo

Il museo di Arte Sacra

2facciata

Dettaglio della facciata

5interno-dettaglio

Interno – dettaglio

3interno

Interno della Chiesa di San Martino a Gangalandi

6interno

Interno

Indirizzo

Museo di Arte Sacra di San Martino a Gangalandi
Via Leon Battista Alberti
Lastra a Signa (FI)
Telefono/Fax: 055 8720008
Sito Web | E-mail

Come arrivare:
In Auto: Prendere la superstrada FI-PI-LI e uscire a Lastra a Signa. Seguire le indicazioni per il centro fino a percorrere via Livornese e svoltare in via San Martino che diventa poi Via Leon Battista Alberti.

Orario

Su prenotazione.

Servizio

visite guidate

Biglietti

Ingresso gratuito.