Museo Civico Piero della Francesca

VALTIBERINA

Il Museo fu istituito inizialmente come Pinacoteca negli anni Venti del Novecento ma in realtà il governo cittadino fu sempre coinvolto nell’arricchimento delle collezioni artistiche, commissionando opere a prestigiosi artisti già dal XVI secolo, per ornare e rendere più importante il Palazzo Comunale.

Il punto di partenza fu ovviamente offerto dalla Resurrezione di Piero della Francesca, emblema e simbolo della città, affrescato intorno al 1460 nella Sala dei Conservatori del Palazzo della Residenza.
Nella seconda metà del Cinquecento poi il Comune chiamò a decorare la Cappella della Residenza i Bassano, famosi pittori veneti assai operosi a Sansepolcro, e acquisì opere di Raffaellino del Colle e Leonardo Cungi.

Nel corso del Seicento, in occasione di una visita di Leopoldo II, la primitiva raccolta fu incrementata grazie al trasferimento, dal vicino Palazzo Pretorio, delle famose incisioni di Cherubino Alberti.
Dati questi illustri precedenti fu poi naturale inserire in queste stanze, nel 1846, il San Ludovico, staccato dalle pareti del Palazzo Pretorio.

A seguito delle soppressioni leopoldine e napoleoniche degli ordini religiosi, fra fine ‘700 e il primo decennio dell’800, la collezione del Museo si andò costituendo come una sperimentale e approssimativa galleria di opere d’arte.
La crescente volontà di conservare e tutelare il patrimonio artistico cittadino sostenne il trasferimento nelle sale del Palazzo della Residenza di opere che correvano “il pericolo di deperimento”; ci si riferiva in particolar modo ai dipinti conservati nella chiesa di Santa Chiara, di Sant’Agostino e al polittico della Madonna della Misericordia entrata far parte della Pinacoteca Civica nel 1901.

Nel nuovo secolo a Sansepolcro si diffuse una vera e propria cultura della conservazione tant’è che oramai l’organizzazione della Pinacoteca coinvolgeva anche alcuni esperti che, di pari passo con la fortuna letteraria di Piero (Roberto Longhi, Mario Salmi, Kenneth Clark e Rudolf Wittkower), dimostravano un crescente interesse per la Valtiberina.

Negli anni l’entusiasmo generale fu avvalorato dalla scoperta, e dal successivo trasferimento nelle sale del Museo, del San Giuliano. Successivamente la collaborazione tra il Comune di Sansepolcro, la Soprintendenza di Arezzo e la Regione Toscana permise di inaugurare, nel 1975, il nuovo Museo che risultava ampliato nei suoi spazi espositivi grazie al recupero di ambienti all’ultimo piano e al piano sotterraneo.

Bibliografia essenziale

Il Palazzo Comunale sede del Museo Civico, di Maetzke M., in Il Museo Civico di Sansepolcro, Maetzke A.M. e Galoppi Nappini D. (a cura di), Firenze, 1988, pp. 7-20

Gli affreschi di Piero, di Botticelli G., in “I quaderni dell’arte”, VI, 13, 1996, pp. 3-16

Borgo Sansepolcro. La città nel Museo. Un Museo per la città. La simbiosi realizzata con la Resurrezione di Piero della Francesca, di Centauro G., in “I quaderni dell’arte”, VI, 13, 1996, pp. 40-44

Intendimenti e prospettive di un progetto, di Brilli A., Chieli F., in “Biblioteca d’Arte”, 2, Cinisello Balsamo (Mi), 2002, pp. 7-10

Il Museo Civico di Sansepolcro: una corrispondenza tra i luoghi e le immagini, di Chieli F., in “Biblioteca d’Arte”, 2, Cinisello Balsamo (Mi), 2002, pp. 11-38

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Resurrezione di Cristo

Datazione: 1460 ca.
Tecnica e Materiali: Affresco
Dimensioni: 225 cm x 200 cm ca.
Autore: Piero della Francesca (1412/1416 ca.-1492)

È soprattutto in questo celebre affresco, sintesi perfetta di scienza e arte, che trova il suo culmine l’arte di Piero della Francesca. Il Cristo risorto, sul quale sono state scritte le più belle pagine di letteratura critica, diviene nell’immaginario collettivo simbolo universale, emblema cosmico (Kronig 1959), metafora della contemplazione e segno tangibile dell’eterno. Perfettamente frontale, egli si erge con energia sul sarcofago e senza indugio stringe con forza il vessillo crociato. È il Cristo che trionfa sull’oscurità della morte, sull’inconsapevolezza del mondo terreno e del muto silenzio dell’umano, ma che nello stesso tempo scandisce il succedersi delle stagioni e dei tempi, della vita e del sonno eterno.

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San Clemente I Papa circondato dai fedeli
Datazione: 1592
Tecnica e Materiali: Olio su tavola
Dimensioni: 237 cm x 186 cm
Autore: Santi di Tito (1536-1603), firmato: «SANCTES TITIUS FLO. FAC. 1592.»
Provenienza: Gallerie Fiorentine

Al centro della scena campeggia Clemente I, il Papa esiliato dall’imperatore Traiano in Crimea, mentre predica tra gli scavatori di marmo ai cristiani. Il soggetto si riferisce all’episodio miracoloso, nel quale per intercessione del santo sgorga una fonte d’acqua nel luogo indicato dal simbolico Agnello (dipinto nel boschetto di destra), allegoria evidente del segno di Cristo.

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Glauco e Scilla

Datazione:
1576 ca.
Tecnica e Materiali: Olio su tavola
Dimensioni: 95,6 cm x 140,2 cm
Autore: Jacopo Chimenti detto l’Empoli (1551-1640)
Provenienza: Gallerie Fiorentine

Nella tavola, dall’accentuato formato orizzontale, compare in primo piano la mitologica Scilla, che si ritrae al sopraggiungere di Glauco, ormai trasformato in divinità marina e invaghito della splendida ninfa. L’episodio è tratto dalle Metamorfosi di Ovidio, che influenzarono le arti nell’età del Manierismo e del Barocco, costituendo a lungo serbatoi assai fecondi e fonti primarie di ispirazione per la rappresentazione, letteraria, figurativa e musicale di soggetti desunti dal mito.

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San Ludovico
Datazione: 1460
Tecnica e Materiali: Affresco staccato
Dimensioni: 123 cm x 90 cm
Autore: Piero della Francesca (1412/1416 ca.-1492)
Provenienza: Sansepolcro, Palazzo Pretorio

L’opera, a carattere prevalentemente civico, è dipinta da Piero della Francesca in una sala di Palazzo Pretorio a Sansepolcro, per celebrare il Capitano fiorentino Lodovico di Odoardo Acciaioli, commissario a Sansepolcro dal 3 luglio del 1460 al 3 gennaio del 1461.

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Madonna della Misericordia

Datazione: 1445/50-1467 ca.
Tecnica e Materiali: Dipinto su tavola
Dimensioni: 168 cm x 91 cm
Autore: Piero della Francesca (1412/1416 ca.-1492)
Provenienza: Sansepolcro, chiesa di Santa Maria della Misericordia (soppressa)

Il Polittico della Misericordia di cui fa parte questa Madonna della Misericordia è commissionato a Piero della Francesca nel 1445 dalla Confraternita della Misericordia, l’opera tuttavia non sarà del tutto completa sino al sesto decennio del secolo (Banker 2010), nonostante il probabile intervento dei collaboratori nell’esecuzione di alcune parti marginali del polittico (scene della predella). Aspetti stilistici, estetici, ma anche tecnici ed esecutivi, evidenti nella difformità dei singoli scomparti, confermano l’esecuzione dell’opera in più tempi.

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Assunzione e Incoronazione della Vergine
Datazione: 1526-1527
Tecnica e Materiali: Olio su tavola centinata
Dimensioni: 382 cm x 234 cm
Autore: Raffaellino del Colle (1594/97-1566)
Provenienza: Sansepolcro, chiesa di Santa Maria Maddalena dei Minori Osservanti (soppressa)

L’iconografia nella quale sono contemporaneamente raffigurate Assunzione e Incoronazione è spesso presente nelle chiese dei Minori Osservanti nel corso del Cinquecento e, soprattutto in Umbria, le icone sono disposte generalmente sull’altar maggiore, quasi a sottolinearne l’importanza cultuale e teologica.

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Martirio di San Quintino

Datazione:
1518 ca.
Tecnica e Materiali: Olio su tela
Dimensioni: 150 cm x 100 cm
Attribuito a: Jacopo Carrucci detto il Pontormo (1494-1557)
Provenienza: Sansepolcro, chiesa di Santa Maria Maddalena dei Minori Osservanti (soppressa)

Lo schema compositivo del Martirio di San Quintino è condizionato dalle finalità prevalentemente liturgiche del dipinto e dalla sua sistemazione ab origine all’interno di un edificio religioso. L’intera scena è resa con una cifra stilistica che risponde alla richiesta di immagini devozionali avanzata dalla ricca committenza locale. Il soggetto piuttosto raro e inusuale è forse da riferire ad un culto privato e comunque inedito nel territorio.

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San Giuliano
Datazione: 1460 ca.
Tecnica e Materiali: Affresco staccato
Dimensioni: 130 cm x 105 cm
Autore: Piero della Francesca (1412/1416 ca.-1492)
Provenienza: Sansepolcro, chiesa di Santa Chiara (in origine di Sant’Agostino)

Il “tema” del San Giuliano sembra avere particolarmente fortuna nel corso del XV secolo e richiamare quel valore cultuale che si attribuiva al santo, come protettore dei pellegrini e degli ospitalieri, già nel Medioevo. Per quanto mutilo e mancante della parte inferiore, il giovane indossa timidamente le “vesti” del San Giuliano.

crocifissione

Crocifissione

Datazione: 1445/50-1467 ca.
Tecnica e Materiali: Dipinto su tavola
Dimensioni: 83,2 cm x 54,5 cm
Autore: Piero della Francesca (1412/1416 ca.-1492)
Provenienza: Sansepolcro, chiesa di Santa Maria della Misericordia (soppressa)

Questa Crocifissione fa parte del pannello superiore del Polittico della Misericordia commissionato a Piero della Francesca.

Natività con l’Annuncio ai Pastori, e l’Annunciazione
Datazione: 1489 ca.
Attribuito a: Andrea Della Robbia
Provenienza: Chiesa di Santa Chiara

A Andrea Della Robbia è riferita la pala d’altare con la Natività, proveniente dalla chiesa di Santa Chiara, opera iconograficamente complessa e articolata, da collegare alla produzione robbiana degli anni Ottanta del secolo. Questa Natività con l’Annuncio ai Pastori, e nella lunetta l’Annunciazione è organizzata su tre registi: presenta al centro l’immagine del Presepe con i pastori, in alto l’Annunciazione e in basso il Tabernacolo eucaristico circondato da Angeli e Santi.
L’impaginazione rigorosa e geometrica è accentuata dalle lesene laterali sovrastate da capitelli fogliati e da una trabeazione orizzontale, costituita da cornici a dentelli e fascia centrale con cherubini.

sanleone
San Leone I Magno
Datazione: 1535 ca.
Tecnica e Materiali: Affresco staccato
Dimensioni: 160 cm x 90 cm
Autore: Raffaellino del Colle (1594/97-1566)
Provenienza: Sansepolcro, oratorio di San Leo (soppresso)

Il soggetto rappresentato è in ogni caso collegato all’istituzione del vescovato, perché vi è rappresentato Papa Leone I Magno, il pontefice che ha fermato l’esercito di Attila diretto verso Roma; una chiara ed esplicita allusione, quindi, alle vicende che in quel momento animavano Sansepolcro con l’intervento promosso dal Papa mediceo a favore dell’episcopato locale.

Indirizzo

Museo Civico di Sansepolcro
Via Niccolò Aggiunti, 65
52037 Sansepolcro, Arezzo, Italia
Telefono: +39 0575 732218
Fax: +39 0575 732218
Sito Web | E-mail

Orario

Invernale
16 settembre / 14 giugno
10.00-13.00 / 14.30-18.00
Estivo
15 giugno / 15 settembre
10.00-13.30 / 14.30-19.00
Giorni di chiusura: 25 dicembre, 1 gennaio

La vendita dei biglietti termina 20 minuti prima della chiusura.

Biglietto

Intero: € 8,00
Ridotto: oltre i 65 anni di età, gruppi minimo 10 persone e giovani dal 19 ai 25 anni: € 5,00; da 10 a 18 anni di età: € 3,00
Ingresso gratuito: ragazzi da 0 a 10 anni; giornalisti; militari

Servizi

accoglienza
guardaroba
locker
booklet per la visita
bagni e bagno per disabili
ascensore
shop e bookshop

Altre informazioni

Per le persone con disabilità, il museo è accessibile nel piano terra e seminterrato, ma non è accessibile la torre.

Visite guidate del museo e della città:
tutti i sabati, su prenotazione:
€ 13,00 singoli; € 9,00 gruppi di minimo 10 persone.

Per prenotare, telefonare a:
Centro Guide Arezzo e provincia
Corso Italia, 156 – 52100 Arezzo
tel/fax 0575.403319; cell. 334.3340608
www.centroguidearezzo.it, info@centroguidearezzo.it