Collegiata e Museo della Pieve di San Giuliano

VALDICHIANA

La Collegiata di San Giuliano si colloca all’inizio di un complesso di edifici sacri che testimoniano la continuità nel tempo di quest’area come zona di culto.

Nella piazza si trovano pertanto, oltre alla collegiata, il Museo della Pieve di San Giuliano, la chiesa del Gesù, la chiesa e il monastero di Santa Chiara.

La Collegiata di San Giuliano I lavori di costruzione della collegiata iniziarono nel 1840; la consacrazione è del 1853, ma il loggiato fu eseguito solo nel 1867 e il campanile nel 1930 su disegno dell’architetto Corinto Corinti (Castiglion Fiorentino 1841-Firenze 1930).

La nuova costruzione mostra in facciata un pronao a grosse colonne poggianti su basi di travertino. La pianta interna è a croce latina suddivisa in tre navate coperte a botte esuddivise da sei colonne. Nelle cappelle del transetto ed ai lati dell’altare maggiore si trovano due statue di stucco ad altezza naturale rappresentanti San Giuliano, santo titolare della chiesa, e San Michele, patrono di Castiglion Fiorentino, ambedue opera dell’Ottocento della ditta Zanazzo di Roma. Gli altari mostrano numerose opere d’arte antecedenti la realizzazione dell’edificio, provenienti dalle chiese abbattute e da altre chiese del territorio.

Museo della Pieve di San Giuliano

L’edificio che ospita il museo con le collezioni di arte sacra del territorio è in realtà esso stesso ciò che rimane dell’antica pieve di San Giuliano. L’attuale porzione corrisponde al transetto e parte della navata, che fu ridotta a seguito della costruzione della collegiata nel 1840.

La pieve di San Giuliano sorse sopra la trecentesca piccola pieve di Sant’Angelo e San Giuliano demolita poco prima della metà del Quattrocento e nei pressi della chiesa di Santa Maria Novella. La tradizione vuole che il progettista e il principale committente della pieve fosse nel 1432 ser Giovanni di Nanni del Giunta, notaio e rettore dell’Ospedale di Santa Maria della Misericordia. La costruzione della pieve è iniziata a partire dal 1452, i lavori furono ultimati nel 1501 e in quello stesso anno la chiesa fu elevata al rango di collegiata. La pieve di San Giuliano era a croce latina, con un’unica navata e tre cappelle terminali.

All’esterno la fiancata era abbellita da un portico con cinque archi sostenuti da colonne ioniche, sotto i quali si trovava la porta principale. L’interno era caratterizzato da un grande arco con balaustra di pietra che immetteva nella cappella centrale dedicata alla Madonna, come testimonia la collocazione sull’altare maggiore della Madonna di Segna di Bonaventura, ora nella nuova collegiata. Nel 1486 sullo stesso altare fu posta la Pala di san Giuliano di Bartolomeo della Gatta.

Bibliografia essenziale

Madonnine agghindate, catalogo delle mostre (Anghiari 7 aprile-18 settembre 2005, Cortona 30 settembre-27 novembre 2005, Arezzo 7 dicembre 2005-26 marzo 2006), a cura di P. Refice, V. Conticelli, D. Gatta, Tipolitografia Petruzzi, Città di Castello, 2005.

Arte in Valdichiana dal XIII al XVIII secolo, catalogo della mostra (Cortona, Fortezza del Girifalco 9 agosto-10 ottobre 1970), a cura di L. Bellosi, G. Cantelli, M. Lenzini Moriondo, Arti grafiche Alinari Baglioni, Firenze [1970].

Museo della Pieve di San Giuliano, Collegiata di Castiglion Fiorentino: guida alla visita del museo ed alle sue opere, Provincia di Arezzo-Edifir, Arezzo-Firenze, 2009.

Sub Tutela Matris, a cura di M. Donati, L. Coradini, S. Pieri, G. Romanelli, C. Cannelli, Litostampa Sant’Agnese, Arezzo, 1981.

Mater Christi. Altissime testimonianze del culto della Vergine nel territorio aretino, catalogo delle mostre (Arezzo maggio-luglio 1996), a cura di A.M. Maetzke, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo, 1996.

Sacra Mirabilia. Tesori da Castiglion Fiorentino, catalogo della mostra (Roma, Museo nazionale di Castel Sant’Angelo 18 febbraio-11 aprile 2010), a cura di P. Torriti, Edifir, Firenze, 2010.

Attorno a Piero della Francesca. La questione di San Giuliano, catalogo della mostra (Sansepolcro 20 novembre- 23 gennaio 2011), a cura di S.Magnani e P. Refice, «Rivista della Fondazione Piero della Francesca», III (2010), 1-2.

La Collegiata di Castiglion Fiorentino, C. Serafini, Tip. Croce, Castiglion Fiorentino, 1993.

Salvi Castellucci pittore aretino e allievo di Pietro da Cortona, L. Fornasari, Città di Castello, 1996.

Bernardo Santini pittore in Arezzo, L. Fornasari, Omnia Grafica, Arezzo, 2000.

Da Tanaquilla alla Tonacella, catalogo della mostra (Castiglion Fiorentino, Museo Archeologico 27 giugno-4 luglio 2004), a cura di M. Scalpellini, “Quaderni di Biblioteca” n. 23, Tip. Tanganelli, ed. Museo civico Archeologico, Castiglion Fiorentino, 2004.

1. Compianto su Cristo morto

Compianto su Cristo morto – Museo della Pieve

Datazione: Fine del secolo XV
Tecnica e Materiali: affresco
Dimensioni: cm 290×290
Autore: Luca Signorelli (Cortona 1445-1523)
Provenienza: Pieve di San Giuliano

In primo piano la salma di Gesù è appoggiata sul grembo della Madonna a sua volta sorretta da un’altra figura femminile. A destra la Maddalena s’inginocchia ai piedi del Cristo; di fianco un uomo anziano tiene in braccio quellache potrebbe essere la sindone. San Giovanni rivolge gli occhi al cielo, mentre una donna si asciuga le lacrime. Sulla parte sinistra un trio formato da due uomini ed una donna con le mani giunte.

L’uomo senza barba è tradizionalmente ritenuto il committente dell’affresco. Nulla di certo si sa purtroppo della collocazione originaria del Compianto all’interno della chiesa: Leonetto Tintori, che lo restaurò nel 1940, suppose che Signorelli l’avesse eseguito per l’altare maggiore della stessa cappella, mentre Mancini (1903) lo dice trasportato nella cappella del battistero da Filippo Berrettini nel 1629.

Di sicuro l’affresco fu tagliato e ridipinto. Anche per quanto riguarda la datazione varie sono le ipotesi degli studiosi succedutesi nel corso del tempo. Sembra plausibile accogliere quelle che collocano l’esecuzione dell’affresco tra gli anni Ottanta e Novanta del Quattrocento.

2. Adorazione del Bambino

Adorazione del Bambino – Collegiata

Datazione: 1500 ca.
Tecnica e Materiali: tempera su tavola
Dimensioni: cm 145×130
Autore: Lorenzo di Credi (Firenze 1460 ca.-1537)
Provenienza: Chiesa di Santo Stefano Il dipinto si trova inserito in un altare in pietra del XVII secolo, la trabeazione spezzata in alto mostra al centro lo stemma dei Dragomanni.

Tutte le fonti antiche, a cominciare da Vasari, citano l’opera come eseguita da Lorenzo di Credi. Ritenuta dalla critica un’opera tarda e diminore impegno del pittore, il recente restauro ne ha invece messo in luce la qualità pittorica, tanto da farne anticipare l’esecuzione agli inizi del Cinquecento, mettendola inoltre in relazione allo stesso soggetto degli Uffizi.Iscrizione sulla cornice: QUEM GENUIT ADORAVIT.

Collegiata
Collegiata, esterno.

7. Pala di San Giuliano

Pala di San Giuliano – Collegiata

Datazione: 1486
Tecnica e Materiali: tempera e oro su tavola
Dimensioni: cm 350×228
Autore: Pietro di Antonio Dei detto Bartolomeo della Gatta (Firenze 1448-1502)
Provenienza: Pieve di San Giuliano

L’imponente tavola, detta della Madonna in trono e Santi, di grande ricchezza e complessità, fu dipinta da Bartolomeo della Gatta nel 1486 per l’altar maggiore della vecchia pieve di San Giuliano, dove rimase fino al 1576, quando fu trasferita nella cappella delle Campane.Murata la cappella, essa andò incontro a tormentate vicende e, come annotò con amarezza lo storico castiglionese Ghizzi, all’«incuria dei passati nostri castiglionesi». Fu a lungo depositata presso la chiesa, oggi distrutta, di Santa Maria Novella, dove, appoggiata sul pavimento, serviva da pedana per giochi; segata in due parti, poi ricongiunte, fu finalmente collocata presso il terzo altare della navata destra nella collegiata eretta a metà Ottocento dov’è tuttora visibile.

La composizione è dominata dal trono della Vergine, figura dall’eleganza botticelliana, nel cui basamento sono leggibili, in una targa dipinta, il nome del committente, il castiglionese Cristiano di Piero di Cecco «maniscalcho», e l’anno, «1486».(Iscrizione: CRISTIANO DI PIERODI CECCHO MANISCALCHO DA CASTIGLION RETINO, MCCCCLXXXVI).

Completava la pala una predella che, in quattro scomparti, narrava la vicenda terrena di san Giuliano; due di questi furono trafugati nel 1910 dalla sagrestia, mentre i due superstiti, il primo e il quarto della sequenza, sono recentemente rientrati nel Museo della Pieve dopo un lungo deposito presso la Soprintendenza aretina.

8. Predella della Pala di San Giuliano

Predella della Pala di San Giuliano – Museo della Pieve

Datazione: 1486
Tecnica e Materiali: tempera su tavola
Dimensioni: cm 22×58 (altezza)
Autore: Pietro di Antonio Dei detto Bartolomeo della Gatta (Firenze 1448-1502)
Provenienza: Pieve di San Giuliano

Il padre tenta di uccidere il figlio infante: il padre di Giuliano tenta di uccidere il figlio in fasce avendogli un viandante profetizzato che il figlio avrebbe ucciso i genitori; la madre e la nutrice, che accorre impugnando una rocca da fuso, impediscono l’infanticidio, e sulla destra Giuliano, ormai fanciullo, si allontana dalla casa paterna per evitare l’avverarsi della profezia.

3. Tonacella di Petreto

Tonacella di Petreto – Museo della Pieve

Datazione: ultimo quarto del secolo XV
Tecnica e Materiali: velluto di seta rossa, lampasso di seta policroma e oro filato, cotone e filato metallico
Fabbrica: Manifattura fiorentina
Dimensioni: cm 145×110 La tonacella, o dalmatica, veniva indossata dal diacono e dal suddiacono durantei riti solenni.

Ciò che stupisce è trovare un così prezioso manufatto in una chiesa periferica. Non conoscendo le modalità del suo arrivo a Petreto si possono fare solo delle supposizioni, legate per lo più all’eccezionalità dell’oggetto.È evidente che siamo in presenza di una committenza ricca e raffinata,che per contiguità di luogo e cronologia fa pensare a quella Teodora, figlia di Laurenzia e Paolino Visconti (morto nel 1450), andata in moglie ad un Lambardi di Tuoro, castello che si trovava appunto nelle vicinanze di Petreto. 4. Tonacella di Petreto

Il velluto in seta rossa che la compone si fabbricava, oltre che a Venezia, in Toscana nelle città di Lucca e Firenze; mostra il motivo della melagrana, che nell’iconografia della chiesa cattolica simboleggia al contempo la vita eterna, la Passione di Cristo e la sua Resurrezione. La piccola melagrana, contornata da corolle e petali dentellati, è collocata entro una foglia polilobata ancora di gusto gotico.

La scena figurata, un lampasso in seta e oro filato tessuto seguendo uno schema orizzontale, raffigura la Natività ed è sormontata da un baldacchino retto da quattro angeli con la scritta VERBUM CARO FACTUM EST («E il verbo si fece carne», Giovanni 1,14).

9. Predella della Pala di San Giuliano

Predella della Pala di San Giuliano – Museo della Pieve

Datazione: 1486
Tecnica e Materiali: tempera su tavola
Dimensioni: cm 22×58 (altezza)
Autore: Pietro di Antonio Dei detto Bartolomeo della Gatta (Firenze 1448-1502)
Provenienza: Pieve di San Giuliano

San Giuliano inginocchiato davanti al pellegrino lebbroso: la predella illustra l’espiazionedell’ex cavaliere che, fondato un ospedale per pellegrini, vi accoglie un lebbroso offrendogli il proprio letto; il malato si rivelerà essere Cristo che, riconosciutala generosità di Giuliano, gli garantisce la salvezza eterna.

6. Museo della Pieve

Museo della Pieve
Museo della Pieve, esterno.

Indirizzo

Collegiata e Museo della Pieve di San Giuliano
Piazza della Collegiata
52043 – Castiglion Fiorentino (Arezzo)
Tel.: 0575.680420
Tel./Fax: 0575.658080
Sito Web | E-mail

Come arrivare
In auto: SS. 71 Umbro Casentinese. Autostrada del sole A 1, uscita Val di Chiana e Monte San Savino.
In treno: Ferrovia Firenze- Roma.

Orario

Sabato: dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30.
Domenica: dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30.

Gli altri giorni su prenotazione: tel. 0575.658080.