Chiesa e Convento di San Bonaventura a Bosco ai Frati

MUGELLO

La prima fondazione di una cappella risale secondo le fonti al VII secolo. Il complesso originario, i cui primi patroni furono gli Ubaldini, rimase indipendente fin quando, nel 1212, fu donato ai Francescani in occasione del passaggio del Santo a Borgo San Lorenzo, e compreso nella parrocchia di San Michele al Bosco, ricevendo poi la denominazione di San Francesco al Lago o al Bosco.

A qualche anno dopo risale invece la presenza di Bonaventura da Bagnoregio, generale dell’ordine francescano, che qui ricevette nel 1273 l’investitura cardinalizia da Gregorio X, di cui è noto l’exemplum virtutis: il frate, sorpreso a lavare le stoviglie dai messi papali giunti con le insegne cardinalizie, chiese loro di lasciarle sul vicino albero di corniolo, continuando ad attendere alle sue umili faccende.

La peste del 1349 indusse i francescani ad abbandonare il convento, in un periodo in cui il potere degli Ubaldini andava via via spegnendosi, mentre si affermava sempre di più quello della famiglia Medici, originaria proprio della zona del Mugello: qui, infatti, aveva grossi possedimenti, tra cui le grandi ville-fortezze del Trebbio e di Cafaggiolo.

Intorno agli anni Venti del XV secolo, Cosimo il Vecchi acquistò la zona su cui sorge ancora oggi il complesso religioso e la selva adiacente, assumendone il patronato e la direzione dei lavori di ammodernamento. Il progetto fu affidato a Michelozzo, insieme ai lavori per il Trebbio e Cafaggiolo, come testimoniato dalla biografia del Vasari dedicata al noto architetto.

In questo insieme architettonico, semplice ed essenziale con un gusto per il canone classico che conferma le scelte della committenza medicea, si inseriva un apparato decorativo che il visitatore oggi deve ricomporre nell’immaginazione, essendo stato alterato da interventi successivi.

L’altare maggiore era decorato con la splendida pala del Beato Angelico, detta, appunto “Pala del Bosco ai Frati”, raffigurante la Madonna con Bambino tra santi, traslata prima agli Uffizi da Pietro Leopoldo e oggi conservata al museo fiorentino di San Marco.

Su uno degli altari era, inoltre, il noto trittico di Nicolas Froment con la Resurrezione di Lazzaro, oggi alla Galleria degli Uffizi, datato 1461. Agli stessi anni dovrebbe risalire il Crocifisso di ambito donatelliano, unico superstite delle spoliazioni successive, scoperto dal Parronchi nella cripta della chiesa.

Il crocifisso è conservato nella sala anticamente dedicata al capitolo, che attualmente ospita la raccolta d’arte sacra del complesso, che comprende alcune tele cinque e seicentesche, paramenti e suppellettili sacre.

La loggia sul giardino, su cui si apre la minuscola cappella di san Bonaventura, conclude lo splendido e suggestivo percorso.

Bibliografia essenziale

I tre capolavori di Donatello, in Primo Rinascimento in Santa Croce. Beccherucci L., Firenze, Editore: Città di Vita Edizioni, 1962.

Guida del Mugello e della Val di Sieve. Niccolai F., Borgo San Lorenzo, Multigrafiche Editrice, 1914.

Il Crocifisso del Bosco ai Frati di fronte ai modelli di Donatello e di Brunelleschi, in Mugello culla del Rinascimento. Cagliotti F., Firenze, Editore: Polistampa, 2008, note: catalogo della mostra.

Giuliano Ughi della Cavallina, Relazione del convento del Bosco di Mugello. Romby G.C., San Piero a Sieve, Editore: Comune di San Piero a Sieve, 1984.

Il Crocifisso del Bosco, in Scritti di storia dell’arte in onore di Mario Salmi,  a cura di Martinelli V. Parronchi A., Roma, Editore: De Luca, 1962.

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Annunciazione

Datazione: 1520-1530 ca.
Tecnica e Materiali: olio su tavola
Attribuito a: Antonio del Ceraiolo (attivo tra il 1520 e il 1538)

La tavola si trova sulla parete sinistra della navata. Sul fondo di un loggiato aperto su un verde paesaggio, l’angelo e la Vergine sono in affettuoso colloquio, mentre in alto a sinistra compare l’Eterno benedicente. Si apprezzano la dolcezza devota delle attitudini e la luminosità dei colori.

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Allegoria del cordone di San Francesco

Datazione: 1586 (siglato e datato)
Tecnica e Materiali: olio su tela
Autore: Jacopo Ligozzi (Verona 1547 – Firenze 1627)

Il quadro rientra in un programma iconografico molto caro ai Francescani, al fine di divulgare con intento didascalico e moraleggiante immagini della vita del santo. Francesco appare nell’atto di porgere il cordone alla Chiesa, impersonata dalla figura femminile sul trono, ai cui piedi sono una folla di personaggi, tra cui il papa, ad attendere il sacro cingolo.

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La Madonna che porge il Bambino a San Francesco

Datazione: fine del XVI sec.
Tecnica e Materiali: olio su tela
Manifattura: manifattura italiana del XVI sec.

Posta sulla parete sinistra della navata della chiesa, la tela è caratterizzata da un soggetto semplice e chiaro, di forte impronta devozionale. La gamma cromatica ricca e squillante, la tenerezza di tocco nei panneggi e nei volti, l’avvicinano alla cultura degli artisti che si muovono tra la Toscana e Roma sulla fine del secolo, come Ciampelli, Commodi o Giovanni de’ Vecchi.

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Madonna con Bambino e santi

Datazione: post 1450-1452
Tecnica e Materiali: tempera su tavola
Dimensioni: 174 cm. x 173 cm.
Autore: Guido di Piero, poi Fra Giovanni da Fiesole, detto il Beato Angelico (Vicchio di Mugello, documentato a Firenze dal 1417 – Roma 1455)
Provenienza: Convento di San Bonaventura a Bosco ai Frati
Collezione: Firenze, Museo di San Marco

Il dipinto, conservato nel Museo di San Marco, fu commissionato da Cosimo il Vecchio per la chiesa di Bosco ai Frati. La Vergine con il Bambino tra i santi (Francesco, Ludovico, Antonio; Pietro con Cosma e Damiano, protettori della famiglia Medici) siede su di un seggio, richiamo alla semplicità francescana e all’humilitas di Maria. Il Bambino afferra la melagrana, simbolo della Chiesa: i chicchi costituiscono il frutto, così come ogni fedele è legato ai propri fratelli in un’unica famiglia.

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Santa Caterina d’Alessandria

Datazione: 1620-1630 ca.
Tecnica e Materiali: olio su tela
Attribuito a: Pietro Confortini (prima metà del XVII secolo)

L’autore, Pietro Confortini, fratello del più noto Jacopo, lasciò molte delle sue tracce in Mugello, dove fu attivo negli anni Venti del XVII secolo. Questa tela, posta nella Sala del Crocifisso, raffigura la santa con la consueta ruota del martirio.

deposizione

Deposizione

Datazione: 1600-1620 ca.
Tecnica e Materiali: olio su tela centinata
Autore: Ludovico Cardi, detto il Cingoli
Collezione: Convento di San Bonaventura a Bosco ai frati

Posto sulla parete sinistra dopo l’ingresso nella chiesa, questa tela centinata concentra la scena sulla figura del Cristo, posta in primo piano, sorretto da San Giovanni e dalla Vergine. Alle loro spalle Giuseppe di Arimatea reca gli oli per il rito della sepoltura mentre, di spalle, ai piedi del Deposto è la Maddalena.

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Crocifisso ligneo

Datazione: 1460 ca.
Tecnica e Materiali: legno di pero
Dimensioni: 168 cm. x 160 cm.
Attribuito a: Donatello (?)
Collezione: Raccolta d’Arte Sacra del Convento di San Bonaventura a Bosco ai Frati

Opera di grande fascino, sia per la qualità dell’intaglio e che per la profonda espressività del volto, colto nel tragico istante della morte, il cui naturalismo è accentuato dai danni del tempo che ne hanno alterato in parte i tratti. Da alcuni studiosi è stata proposta l’identificazione di questo crocifisso (e non di quello conservato in Santa Croce) con l’opera ricordata nelle Vite del Vasari nel famoso aneddoto che vide sfidarsi Donatello e Brunelleschi proprio sul tema dell’Uomo.

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Resurrezione di Lazzaro

Autore: Nicolas Froment (Usèz 1435 ca. – Avignone 1438 ca.)
Provenienza: Convento di San Bonaventura a Bosco ai Frati
Collezione: Firenze, Galleria degli Uffizi

La tipologia del dipinto segue una consuetudine affermata nella pittura nordica: una tavola centrale di maggiori dimensioni, raffigurante la Resurrezione di Lazzaro è affiancata da due sportelli mobili dipinti: a sinistra Gesù in casa di Marta e a destra la Lavanda dei piedi. Attualmente il trittico è conservato nella Galleria degli Uffizi.

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Sant’Elena imperatrice

Datazione: 1620-1630 ca.
Tecnica e Materiali: olio su tela
Attribuito a: Pietro Confortini (prima metà del XVII secolo)

La tela, posta nella sala del Crocifisso, raffigura la santa a mezza figura, sontuosamente abbigliata nell’atto di sostenere la croce. L’autore, Pietro Confortini, fratello del più noto Jacopo, lasciò molte delle sue tracce in Mugello, dove fu attivo negli anni Venti del XVII secolo.

Indirizzo

Chiesa e Convento di San Bonaventura a Bosco ai Frati
Loc. Bosco ai Frati
San Piero a Sieve
Telefono: 055 848111
Sito Web

Orario

Il complesso e la relativa raccolta d’arte sacra sono visitabili previo appuntamento con uno dei frati.