Pistoia, capitale della cultura 2017

Pistoia, capitale della cultura 2017

09:21 10 gennaio in News

Pistoia è la Capitale italiana della cultura 2017.  Questa cittadina è un piccolo gioiello forse poco conosciuto ma da sempre crocevia di incontri e scambi. Numerosi gli eventi in programma per tutto il 2017.  Dall’antropologia al teatro,  dall’arte alla musica, dall’animazione degli spazi urbani alle iniziative per i più piccoli e per la riscoperta del verde e del paesaggio, tutte le attività sono state pensate appositamente per condividere percorsi di riflessione con i cittadini e i visitatori e per dare vita a nuovi modelli di produzione culturale.

I musei e le collezioni di Pistoia la rendono una «nicchia preziosa, chiusa in un suo mondo privato», composto da artisti di sani ideali e solide forme neo figurative fin dagli inizi del secolo, ma anche patria di spiriti aggiornati e partecipi ai dibattiti dei nuovi linguaggi.

Ecco la nostra personale top 5 dei musei pistoiesi dedicati al ‘900:

PALAZZO FABRONI

Sede espositiva delle arti visive moderne e contemporanee dal 1997. La collezione permanente, riallestita al primo piano nella primavera del 2011, è costituita da fondi civici, acquisizioni e donazioni, che propongono autori e tendenze dal XX al XXI secolo. Molti artisti esposti sono legati a Pistoia per nascita o adozione ma attivi nel panorama nazionale dell’astrazione e dell’informale, come Mario Nigro, Gualtiero Nativi e Agenore Fabbri. Una sala accoglie le opere di grandi dimensioni e progetti particolari di Fernando Melani che non hanno trovato posto nella casa-studio di corso Gramsci .

MUSEO CIVICO

Aperto al pubblico dal 1922 nel Palazzo Comunale, il museo ospita la sezione novecentesca nel mezzanino, a conclusione del percorso espositivo connesso con la storia della città e del territorio.

Vi si conservano opere di Renzo Agostini, Pietro Bugiani, Alfiero Cappellini, Francesco Chiappelli, Egle Marini Giuntoli, Umberto Mariotti, Corrado Zanzotto e altri artisti operanti tra le due guerre in ambito pistoiese, all’interno di una comune adesione ai principi della figuratività quieta, della misura e dell’intimità creativa.

CASA-STUDIO DI FERNANDO MELANI

La casa-studio Fernando Melani (1907-1985) è un luogo singolare nel sistema museale cittadino, acquistata dal Comune nel 1987 e inaugurata nel 1996 dopo un accurato restauro nel rispetto della sua complessità.

Vi si conservano oltre 2800 opere, «esperienze» come le chiamava l’artista, in un continuum fra spazio abitativo e creativo, un microcosmo denso di poesia che testimonia un itinerario di ricerca avvenuto rigorosamente entro le mura domestiche dal dopoguerra alla morte. Melani inizia a dipingere nel genere del paesaggio di stile Novecento, si sposta poi verso l’Arte Povera, l’Arte Concettuale e la Minimal Art.
La visita, fra cumuli di materiali sedimentati, è un percorso ricco di suggestione: le opere occupano i soffitti, le pareti, i pavimenti, escono sul pianerottolo, stanno tese, come un bucato, in biblioteca.

MUSEO FONDAZIONE MARINO MARINI

La città natale dell’artista (1901-1980) ospita la Fondazione, il Centro di documentazione e il museo nel complesso conventuale del Tau.

Un significativo nucleo di opere (sculture, dipinti, gessi) è allestito per temi, evidenziando la graduale riduzione delle forme da una tornitura rude, arcaica degli anni ’30 a profili più frammentati, geometrici, attraversati da più tragica espressività dagli anni ’40. Superato il chiostro centrale del convento, atrio d’accesso al museo, si accede alle sale dove sono illustrati i temi amati da Marino.

COLLEZIONE FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI PISTOIA E PESCIA

Le sale di Palazzo De’ Rossi ospitano una selezione delle opere di arte pistoiese raccolte negli anni. Il Novecento parte dal futurismo di Mario Nannini per approdare alle liriche soluzioni formali di Remo Gordigiani e di Aldo Frosini,attraversando le due “scuole” pistoiesi del secolo: quella del primo dopoguerra e quella del secondo dopoguerra. Presenze di spicco sono naturalmente quelle di Marino Marini, l’astrattismo di Gualtiero Nativi, e il concretismo di Mario Nigro. Tra nomi noti e artisti di rilevanza locale, il percorso raffigura il lunghissimo viaggio all’interno delle contrastate anime del secolo.