Alla morte di Michelangelo Daniele da Volterra eseguì dalla maschera mortuaria un ritratto dell'artista, a cui l'aveva legato un´intensa amicizia. Quando Daniele morì, furono ritrovate nella sua bottega sei teste bronzee di Michelangelo. Una di esse giunse a Firenze e fu provvista di un ricco panneggio, realizzato dal Giambologna. Il bronzo della Casa Buonarroti è considerato uno degli esemplari maggiormente significativi del più celebre ritratto scultoreo di Michelangelo.
Questa sala fu usata come cappella a partire dal 1677. Gli affreschi eseguiti da Jacopo Vignali, Michelangelo Cinganelli furono dedicati alla rappresentazione di santi e beati fiorentini per glorificare lo spirito religioso della città. Nel Manoscritto 97 si conservano appunti di Michelangelo il Giovane per la decorazione pittorica della stanza.
Nel Manoscritto 97 si trova, di mano di Michelangelo il Giovane, uno schema degli affreschi delle pareti con l'indicazione degli episodi e dei personaggi da rappresentare legati alla famiglia Buonarroti. Tra glia altri Jacopo Vignali dipinse ad affresco, sul soffitto, il Padre Eterno che separa la luce dalle tenebre e le personificazioni della Notte e del Di', che danno il nome alla "camera".
Famoso e splendido disegno, in cui al voluto plasticismo del corpo del Bambino, si contrappone il vibrante tratteggio chiaroscurato della testa della Madonna e del resto della composizione. L'immagine della madre ha positura ed espressione del tutto scisse dal Bambino attaccato al suo seno, e uno sguardo che si perde nel presagio di future sventure.
La tela fa parte delle allegorie che rappresentano, nel soffitto della galleria di Casa Buonarroti, alcuni episodi della vita di Michelangelo. La figura femminile, che si è meritata recentemente la felice definizione di "nudo luminoso e carnale" (Cropper), tiene in mano una bussola, mentre sembra farle da guida una stella che brilla nel cielo azzurro.
Il dipinto fa parte degli affreschi allegorici dedicati alla vita di Michelangelo nella Galleria di Casa Buonarroti dove sono illustrati gli episodi salienti della vita di Michelangelo. In particolare il dipinto ritrae il momento in cui l'artista presenta a Papa Leone X e al cardinale Giulio de' Medici i modelli prospettati per la facciata di San Lorenzo e della Cappella Medicea.
Il dipinto fa parte degli affreschi allegorici dedicati alla vita di Michelangelo nella Galleria di Casa Buonarroti dove sono illustrati gli episodi salienti della vita di Michelangelo. In particolare il dipinto ritrae il momento in cui l'artista presenta a Papa Paolo IV il modello per il completamento di San Pietro. Secondo il Baldinucci nei due personaggi dietro a Michelangelo sono effigiati Luca degli Albizi e Giovanni Altoviti.
Il complesso programma decorativo di questa sala fu elaborato da Michelangelo Buonarroti il Giovane. Il filo conduttore è l'elogio di Michelangelo, attraverso una singolare biografia per immagini realizzata dagli artisti più importanti allora operosi a Firenze, dall'Empoli al Passignano, da Artemisia Gentileschi a Giovanni da San Giovanni, da Matteo Rosselli a Francesco Furini.
Uno dei massimi capolavori di Michelangele eseguito a soli sedici-diciasette anni, "...consigliato dal Poliziano uomo nelle lettere singulare Michelangelo fece in un pezzo di marmo... la battaglia di Ercole coi centauri..." (Vasari).
Questo pezzo è un modello preparatorio per una delle sculture che Michelangelo aveva previsto di inserire sul pavimento della Sagrestia Nuova; l'opera, di cui il pezzo di Casa Buonarroti è il modello, avrebbe dovuto essere collocata ai piedi della tomba di Lorenzo dei Medici. Il Tolnay ha fatto conoscere una copia del bozzetto in un disegno cinquecentesco degli Uffizi e ha supposto ipoteticamente che si tratti di un dio fluviale.
E' la più antica scultura che si conservi di Michelangelo, eseguita all'età di quindici anni quando viveva presso Lorenzo il Magnifico, alla scuola di Bertoldo nel giardino mediceo di San Marco. La figura femminile occupa tutta l'altezza del rilievo, da un margine all'altro. Rimane ambiguo il significato sia della scala che dà il nome al rilievo sia dell'azione dei bambini: due in atteggiamento di danza e due che sembrano tendere un drappo dietro la Madonna.
Michelangelo aveva ottenuto da Leone X l'incarico per la progettazione della facciata della chiesa di S. Lorenzo. Egli nascose la struttura esterna della chiesa dietro lo scenario laico di uno splendido palazzo privato.
Il Tolnay ritiene che si tratti del secondo modello eseguito da Michelangelo con Pietro Urbano originariamente corredato di figure di cera.
L'opera deriva da un cartone perduto di Michelangelo, raffigurante un Cristo che appare alla Maddalena nell'orto. Il cartone venne tradotto immediatamente in pittura da Pontormo, per suggerimento dello stesso Michelangelo che seguì da vicino il lavoro, svoltosi nella sua stessa abitazione.
L'immagine è parte di un'unica predella che raffigura tre diverse storie di San Nicola di Bari. Fonti cinquecentesche documentano che questa tavola era originariamente collocata come predella sotto l'Annunciazione di Donatello, nella Cappella Cavalcanti, nella chiesa di Santa Croce a Firenze: essa infatti si incastra perfettamente tra le due mensole che sorreggono alla base la scultura.
Il ritratto di Michelangelo si trova nella camera della Notte e del Dì. Si identifica usualmente questo dipinto con il ritratto che il Bugiardini fece a Michelangelo e di cui parla a lungo il Vasari.
Michelangelo il Giovane fu ospite a Roma tra il 1629 e il 1630 della famiglia Barberini presso la quale ebbe modo di apprezzare l´abilità ritrattistica di Giuliano Finelli a cui commissionò questo suo ritratto, che fu eseguito a Roma stesso.
L'idea della creazione di un fastoso edificio, decorato da artisti di fama, per la gloria della famiglia e soprattutto del grande avo, fu concepita da Michelangelo Buonarroti il Giovane nel 1612 e da lui stesso realizzata nel giro di trenta.
Il bozzetto, la cui autografia michelangiolesca è accettata da gran parte degli studiosi, è stato messo in relazione sia con il gruppo della Vittoria in Palazzo Vecchio che con la grande statua di Ercole e Caco che