Pittore senese appartenente a una famiglia di pittori, fu stretto seguace di Duccio di Buoninsegna del quale fu forse l’allievo più raffinato. Il suo stile accentua il goticismo, la spiritualità e l’eleganza delle figure del maestro, probabilmente per l’influenza di Simone Martini. Contribuì all’affermazione della cultura figurativa senese a Firenze con commissioni prestigiose, tra le quali quelle per gli altari maggiori di Santa Maria Novella e Santa Croce.

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Corrispondente in greco a Odisseo, è uno dei più importanti eroi della mitologia antica. Il nucleo principale della sua storia, attorno a cui fiorirono versioni alternative, aggiunte, rimaneggiamenti, è contenuto nell’Odissea, che narra il suo peregrinare nel viaggio di ritorno dalla guerra di Troia. È caratterizzato soprattutto come uomo ingegnoso e astuto – sua è infatti l’idea di espugnare Troia con lo stratagemma del cavallo ligneo –, ma anche desideroso di conoscere e di sperimentare – come nell’episodio delle Sirene, in cui pur di ascoltarne il bellissimo ma pericoloso canto decide di farsi legare dai compagni all’albero della nave.

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 L’episodio, presente nei quattro Vangeli canonici appartiene al ciclo della Passione: la sera prima del suo arresto Gesù riunì i propri discepoli per festeggiare la Pasqua ebraica e, durante il pasto, annunciò il tradimento da parte di un apostolo, Giuda, che avrebbe venduto il suo maestro per trenta denari. Il traditore è spesso rappresentato isolato, a volte in piedi di fronte a Cristo, oppure seduto, nell’atto di ricevere dalle sue mani del cibo. In alcune immagini ai piedi di Giuda è raffigurato un cane, intento a mangiare gli avanzi. Giovanni Evangelista, il discepolo prediletto, siede accanto al Salvatore, spesso con la testa poggiata sul suo petto. Tra le vivande presenti sulla
tovaglia costante è la presenza di pezzi di pane e di bicchieri colmi di vino, simboli eucaristici che si riferiscono rispettivamente al corpo e al sangue di Cristo.

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Nella mitologia greca, una delle Muse (v.), protettrice dell’astronomia; il suo nome significa ‘celeste’.

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Presso le culture che praticano il rito funerario della cremazione, contenitore destinato a raccogliere e conservare i resti combusti del defunto. Come per il sarcofago (v.), connesso invece con il rito inumatorio, varie possono essere la forme e le decorazioni della cassa e del coperchio.

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