(Firenze 1297-Pratovecchio 1358) Vasari lo dice allievo di Taddeo Gad-di. Le sue prime opere, tra le quali il San Pietro nel Castello di Trebbio a Mulin del Piano (Pontassieve, Firenze) si collegano al filone della pittura fiorentina proposto dal Maestro delle Effigi Domenicane e dal Maestro di Santa Cecilia. La sua produzione palesa l’influenza dei contemporanei artisti senesi; nelle figure allungate e chiaroscurate e nelle costruzioni architettoniche dei suoi dipinti si può leggere una delle personalità più vivaci tra i neogiotteschi fiorentini, che introduce novità di gusto goticheggiante nel contesto della contemporanea pittura della città. La produzione tarda dell’autore si avvicina agli effetti decorativi propri alla maniera del Daddi. Fu a capo di una bottega specializzata in dipinti da cavalletto che si distinse tra le più attive del tempo. Il Trittico di Gagnola, attualmente agli Uffizi, è l’unica opera firmata dall’autore.

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(Firenze 1442 ca.-1493) Allievo di Botticelli fu artista eclettico, influenzato da Filippo Lippi e Ghirlandaio. Divide una propria bottega con il pittore Filippo Giuliano, la cui collaborazione potrebbe spiegare la qualità disuguale della produzione della bottega stessa. Garbato e piacevole narratore nella decorazione di numerosi cassoni, fu gradito alla committenza, privata e religiosa, per l’esecuzione di piccoli lavori devozionali. Fu seppellito in San Frediano a Firenze, chiesa per la quale aveva lavorato nel corso di tutta la sua vita.

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