(notizie dal 1703 al 1768) Argentiere al seguito della bottega fiorentina di Giovanni Petres, di cui eredita il marchio, viene definito «oriundo tedesco» nell’atto di immatricolazione; ha ricoperto anche la carica di saggiatore dell’Arte della seta. La sua attività è oggi documentata da una ricca produzione, in gran parte di arredi liturgici, eseguiti per le chiese del territorio fiorentino.

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(notizie dal 1705 al 1721) Orafo attivo a Firenze, esegue numerose e pregiate commissioni per la corte granducale. Molte delle realizzazioni dell’artista derivano dai modelli di Soldani e Foggini, celebri artisti cui spesso ricorrevano prestigiose famiglie della città. Tra queste ope-re ricordiamo il Paliotto in argento ancora oggi nel tempietto della Vergine nella basilica di Santa Maria a Impruneta, eseguito su disegno del Foggini (1714).

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(Firenze 1703-1778) Figlio di un orologiaio inglese chiamato alla corte granducale fiorentina, allievo del Gabbiani, il suo capolavoro è considerato il dipinto raffigurante la Contessa Matilde che dona i suoi beni alla Chiesa, oggi presso la chiesa di San Bartolommeo in Pantano a Pistoia. Insegnante nell’Accademia del Disegno di Firenze, promosse edizioni illustrate su artisti del suo tempo e di epoche passate. Si rivela inoltre abile ritrattista, e restauratore di dipinti antichi.

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