Fa parte, insieme a "La pestilenza" e "La Corruzione dei corpi", delle cosiddette "Cere della peste", le tre composizioni del famoso ceroplasta siciliano Gaetano Giulio Zumbo del XVII secolo che lavorò a Firenze per il Granduca Cosimo III de´Medici tra il 1691 e il 1694. Esse illustravano gli effetti devastanti della peste con un gusto dello spaventoso e del macabro, tipico di alcuni artisti del ´600.