Coltello con impugnatura dritta di giada intarsiata d'oro su un motivo di volute intrecciate e incastonata, al centro e ai bordi, di brillanti lavorati ma non sfaccettati. La lama a un solo taglio segue verso la punta una leggera curva rientrante alla maniera di uno yataghan e ha una decorazione d'oro di volute floreali.
L'arma è ad avancarica (i pallini venivano pigiati dal davanti nella canna, per mezzo di una bacchetta), e la polvere da sparo va collocata nel bacinetto centrale sopra la ruota. La cassa in legno ha una bellissima decorazione intarsiata in madreperla.
Armatura completa con allacciature di trecce di seta azzurra molto vicine l'una all'altra. Le piastre sono rivestite di cuoio "cinese" dorato, stampato a piccoli disegni e dipinto con un motivo ripetuto di fiori e foglie. L'elmo è basso e rotondo ed il cimiero ha forma di corna in argento. La maschera Nara di tipo mempo, ha i baffi bianchi ispidi e una larga gorgiera.
La barda ha bordi dentellati, la testiera copre tutta la testa del cavallo, eccetto le orecchie; entrambe queste parti sono decorate con ornamento laccato e applicato con lamina d'oro. L'armatura del cavaliere consiste in cotta e brache di maglia di ferro, l'elmo nella parte superiore circolare è decorato da nastri d'oro intrecciati con motivi vegetali. Gli stivali alti fino al ginocchio, sono di velluto rosso decorato.
La testiera (o armatura perla testa del cavallo) è composta da una maglia di lamelle metalliche dorate.
Questo pezzo orientale, come gli altri, fu acquistato presso il vecchio arsenale turco di S. Irene, quando quest'ultimo venne trasferito al museo di Topkapi Sarayi.
Il corsaletto era usato dalle guardie del granducato di Toscana. La decorazione, eseguita con incisioni realizzate con la tecnica dell’acquaforte e successivamente in parte scurite e dorate, è tipica della produzione di Pompeo Della Cesa, già riconosciuto dai contemporanei come armaiolo di elevate qualità inventive ed esecutive.
Elmo semplice rotondo e senza visiera, sul quale sono dipinte delle corna ricurve. I lacci di seta sono color porpora e tutte le parti metalliche sono laccate di nero (ro-iro). Le corna sono dorate e sul davanti c'è un disco solare dorato. Era classificato come elmo "a testa di bufalo".
In questa Maddalena penitente, l'artista rende più severa l'iconografia tradizionale, eliminando gli eccessi della nudità, del teschio, della frusta e anche del cilicio e fa della peccatrice una fine dama composta che ha molto cura della persona: i famosi capelli, normalmente sciolti, sono raccolti e intrecciati e la luce scivola sulla camicia e lo scialle ricamati. E' opera matura dell'artista e tratta un soggetto a lui caro, che ripropose più volte.
Forse rappresenta l'unico esemplare di questa opera di Massimiliano Soldani Benzi (Montevarchi, Arezzo 1656- Galatrona, Arezzo 1740). Sulla base vi è un cartiglio con l´iscrizione: (A)RTIUM MEDITANTUR AMOREM IUPPITER. Il modello in cera è conservato nel Museo di Doccia.
Dietro le spalle della Vergine con Bambino, si apre un'architettura con due finestre su un paesaggio. Il quadro, ignorato dalla critica e mai citato negli elenchi delle del pittore, è attribuito all´interno di questa collezione al Botticelli. La sua qualità fa pensare o ad un autografo o ad un´opera connessa alla sua bottega.
La tavola presenta la figura del santo secondo la tradizionale iconografia: è rappresentato alato in armatura con la spada con cui sconfigge il demonio. Tiene in mano una bilancia con cui pesa le anime.
L'opera fa parte di una pala i cui frammenti sono: San Pietro della collezione Victor D.Spark di New York, Madonna con Bambino seduta su una nuvola con alle spalle una mandorla, di proprietà di Alfredo Barsanti di Roma.
Il Buddha (forma di un Illuminato, di un Risvegliato) è presentato secondo l'iconografia semplice, in piedi, vestito con un abito monastico che gli ricopre la spalla sinistra. Ha alcuni segni distintivi, come i lobi delle orecchie allungati, a ricordo dei nobili dell'antica India che avevano le orecchie allungate dal peso dei gioielli. Il trono è un fiore di loto, il seggio del Risveglio.
Tazza da caffè completa di piatto in colore lilla e bianco, con cinque medaglioni di forma ovale in color verde e bianco sul piatto. La decorazione è a teste di caproni e ghirlande di fiori. La tazza è senza marca presente invece sul piatto.
Questa è una delle tante spade appartenute a Tippoo, sultano del Mysore, nell'India meridionale (1782- 1799). L'elsa d'argento indo-musulmana ha un pomo con una testa di tigre. L'impugnatura termina in entrambi i lati con teste di tigre più piccole. La lama, curva e ad un solo taglio, ha tre solchi sottili su ogni faccia.