Museo Stibbert
Archibugio a ruota
Datazione: 1620 ca.
Tecnica e Materiali: acciaio, legno, madreperla, bronzo dorato
Provenienza: Pomerania

L'arma è ad avancarica (i pallini venivano pigiati dal davanti nella canna, per mezzo di una bacchetta), e la polvere da sparo va collocata nel bacinetto centrale sopra la ruota. La cassa in legno ha una bellissima decorazione intarsiata in madreperla.


 
Top page
Armatura con busto a due sezioni
Datazione: tardo XVIII
Tecnica e Materiali: acciaio, oro, argento, leghe di rame, rame dorato, cuoio, pelle, seta, crine, lacca
Provenienza: appartenuta alla famiglia Honda, Giappone

Armatura completa con allacciature di trecce di seta azzurra molto vicine l'una all'altra. Le piastre sono rivestite di cuoio "cinese" dorato, stampato a piccoli disegni e dipinto con un motivo ripetuto di fiori e foglie. L'elmo è basso e rotondo ed il cimiero ha forma di corna in argento. La maschera Nara di tipo mempo, ha i baffi bianchi ispidi e una larga gorgiera.


 
Top page
Armatura da cavaliere
Datazione: fine XVIII sec.
Tecnica e Materiali: acciaio lavorato
Provenienza: India del Nord

Quest'armatura da cavaliere è originaria del Sind, al confine fra India e Pakistan.


 
Top page
Armatura da uomo d’arme
Datazione: 1510 ca.
Tecnica e Materiali: acciaio
Provenienza: Germania meridionale

Armatura a piastre, provvista di elmo con visiera.


 
Top page
Armatura indiana per uomo e cavallo
Datazione: fine XVIII sec.
Tecnica e Materiali: cartapesta laccata e dorata, velluto rosso
Provenienza: India

La barda ha bordi dentellati, la testiera copre tutta la testa del cavallo, eccetto le orecchie; entrambe queste parti sono decorate con ornamento laccato e applicato con lamina d'oro. L'armatura del cavaliere consiste in cotta e brache di maglia di ferro, l'elmo nella parte superiore circolare è decorato da nastri d'oro intrecciati con motivi vegetali. Gli stivali alti fino al ginocchio, sono di velluto rosso decorato.


 
Top page
Barda e testiera da cavallo
Datazione: inizi XVI sec.
Provenienza: Turchia

La testiera (o armatura perla testa del cavallo) è composta da una maglia di lamelle metalliche dorate.
Questo pezzo orientale, come gli altri, fu acquistato presso il vecchio arsenale turco di S. Irene, quando quest'ultimo venne trasferito al museo di Topkapi Sarayi.


 
Top page
Coltello
Datazione: fine XVII sec., inizio XIII sec.
Tecnica e Materiali: acciaio, giada, oro, brillanti
Provenienza: Persia

Coltello con impugnatura dritta di giada intarsiata d'oro su un motivo di volute intrecciate e incastonata, al centro e ai bordi, di brillanti lavorati ma non sfaccettati. La lama a un solo taglio segue verso la punta una leggera curva rientrante alla maniera di uno yataghan e ha una decorazione d'oro di volute floreali.


 
Top page
Corsaletto composito
Datazione: 1574 ca.
Tecnica e Materiali: acciaio inciso all’acquaforte
Attribuito a: Maniera di Pompeo della Cesa
Provenienza: Milano

Il corsaletto era usato dalle guardie del granducato di Toscana. La decorazione, eseguita con incisioni realizzate con la tecnica dell'acquaforte e successivamente in parte scurite e dorate, è tipica della produzione di Pompeo Della Cesa, già riconosciuto dai contemporanei come armaiolo di elevate qualità inventive ed esecutive.


 
Top page
Corsaletto funebre di Giovanni dalle Bande Nere
Datazione: 1520 ca.
Tecnica e Materiali: acciaio
Provenienza: Germania meridionale

Il corsaletto fu depositato al Museo Stibbert dopo l'apertura delle tombe medicee nel 1947.


 
Top page
Elmetto da cavallo
Datazione: 1580 ca.
Tecnica e Materiali: acciaio sbalzato
Dimensioni: 285 mm.
Provenienza: Paesi Bassi

L'elmo è composto da due metà saldate insieme, con cresta piatta. Tutte le parti, eccetto la cresta, sono decorate a fasce dorate, punzonate e sbalzate con figure nude e trionfi di frutta e fiori.


 
Top page
Kawari-kabuto (elmo straordinario)
Datazione: XVIII sec.
Tecnica e Materiali: acciaio, cartapesta, lacca, seta, pelle
Autore: Forse è opera di un membro della famiglia Nagasone
Provenienza: Giappone

Elmo semplice rotondo e senza visiera, sul quale sono dipinte delle corna ricurve. I lacci di seta sono color porpora e tutte le parti metalliche sono laccate di nero (ro-iro). Le corna sono dorate e sul davanti c'è un disco solare dorato. Era classificato come elmo "a testa di bufalo".


 
Top page
La Maddalena
Datazione: 1600 ca.
Tecnica e Materiali: olio su tela
Dimensioni: 193 cm. x 155 cm.
Autore: Alessandro Allori, Firenze 1535-1607

In questa Maddalena penitente, l'artista rende più severa l'iconografia tradizionale, eliminando gli eccessi della nudità, del teschio, della frusta e anche del cilicio e fa della peccatrice una fine dama composta che ha molto cura della persona: i famosi capelli, normalmente sciolti, sono raccolti e intrecciati e la luce scivola sulla camicia e lo scialle ricamati. E' opera matura dell'artista e tratta un soggetto a lui caro, che ripropose più volte.


 
Top page
La naumachia
Datazione: 1807-1810
Tecnica e Materiali: affresco

 
Top page
Leda e il cigno
Datazione: 1750 ca.
Tecnica e Materiali: porcellana bianca
Manifattura: Ginori, Doccia
Dimensioni: altezza 490 mm.

Forse rappresenta l'unico esemplare di questa opera di Massimiliano Soldani Benzi (Montevarchi, Arezzo 1656- Galatrona, Arezzo 1740). Sulla base vi è un cartiglio con l´iscrizione: (A)RTIUM MEDITANTUR AMOREM IUPPITER. Il modello in cera è conservato nel Museo di Doccia.


 
Top page
Loggia degli Stucchi
Attribuito a: Luigi Ademollo, 1764-1849

Loggia degli Stucchi, arch. Cesare Fortini, 1885, stucchi di Michele Piovano, al centro Il Sonno di Tito Sarrocchi, 1874, marmo


 
Top page
Madonna col Bambino
Datazione: 1490 ca.
Tecnica e Materiali: olio su tavola
Dimensioni: 74 cm. x 57 cm.
Attribuito a: Sandro Botticelli (?), Firenze 1445-1510

Dietro le spalle della Vergine con Bambino, si apre un'architettura con due finestre su un paesaggio. Il quadro, ignorato dalla critica e mai citato negli elenchi delle del pittore, è attribuito all´interno di questa collezione al Botticelli. La sua qualità fa pensare o ad un autografo o ad un´opera connessa alla sua bottega.


 
Top page
San Michele Arcangelo
Datazione: 1493-1495 ca.
Tecnica e Materiali: olio su tavola
Dimensioni: 130 cm. x 60 cm.
Autore: Cosimo Rosselli, Firenze 1439-1507

La tavola presenta la figura del santo secondo la tradizionale iconografia: è rappresentato alato in armatura con la spada con cui sconfigge il demonio. Tiene in mano una bilancia con cui pesa le anime.
L'opera fa parte di una pala i cui frammenti sono: San Pietro della collezione Victor D.Spark di New York, Madonna con Bambino seduta su una nuvola con alle spalle una mandorla, di proprietà di Alfredo Barsanti di Roma.


 
Top page
Statua del Buddha Amida
Datazione: XV sec.
Tecnica e Materiali: legno di cipresso, lacca nera e rossa, doratura a polvere
Provenienza: Giappone

Il Buddha (forma di un Illuminato, di un Risvegliato) è presentato secondo l'iconografia semplice, in piedi, vestito con un abito monastico che gli ricopre la spalla sinistra. Ha alcuni segni distintivi, come i lobi delle orecchie allungati, a ricordo dei nobili dell'antica India che avevano le orecchie allungate dal peso dei gioielli. Il trono è un fiore di loto, il seggio del Risveglio.


 
Top page
Tazza con piattino
Datazione: XVIII-XIX sec.
Tecnica e Materiali: gres color malva e bianco
Manifattura: Wedgwood
Dimensioni: tazza: alt. 136 mm.; piatto: diam. 136 mm.

Tazza da caffè completa di piatto in colore lilla e bianco, con cinque medaglioni di forma ovale in color verde e bianco sul piatto. La decorazione è a teste di caproni e ghirlande di fiori. La tazza è senza marca presente invece sul piatto.


 
Top page
Tulwar (sciabola) con fodero del sultano Tippoo
Datazione: fine XVIII sec.
Tecnica e Materiali: acciaio intagliato, dorato e argentato
Provenienza: Mysore (India)

Questa è una delle tante spade appartenute a Tippoo, sultano del Mysore, nell'India meridionale (1782- 1799). L'elsa d'argento indo-musulmana ha un pomo con una testa di tigre. L'impugnatura termina in entrambi i lati con teste di tigre più piccole. La lama, curva e ad un solo taglio, ha tre solchi sottili su ogni faccia.


 
Top page