Museo Santa Verdiana, Castelfiorentino
Madonna col Bambino e San Giovannino
Year: metà del XVI sec.
Technique and Materials: dipinto su tavola
Dimensions: 137.5 cm. x 94.4 cm.
Attributed to: Ignoto pittore fiorentino del XVI sec.
Provenance: Chiesa dei Santi Ippolito e Biagio

E' evidente la ripresa di motivi michelangioleschi, filtrata attraverso Daniele da Volterra e Sebastiano dal Piombo che indicherebbe per l'ignoto artista un'esperienza romana.


 
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Madonna col Bambino
Year: secondo decennio del XIV sec.
Technique and Materials: dipinto su tavola
Dimensions: 169 cm. x 79 cm.
Artist: Taddeo Gaddi, Firenze 1290 – 1366
Provenance: Chiesa di San Francesco

La tavola rappresenta la più precoce e intelligente interpretazione del modello della Madonna di Ognissanti di Giotto. Essa è stata recentemente ricollocata nella Chiesa di San Francesco a Castelfiorentino dalla quale proveniva prima di essere esposta nel museo.


 
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Prima sala - Antifonario (Codice A)
Year: prima metà del XIV sec.
Technique and Materials: codice miniato membranaceo
Dimensions: 480 mm. x 370 mm.
Attributed to: Jacopo del Casentino (Firenze 1297 - Pratovecchio 1358) e al Maestro delle Effigi Domenicane (prima metà del sec XIV)
Provenance: Pieve dei Santi Ippolito e Biagio, poi propositura di Santa Verdiana

Questa magnifica iniziale "P", che apre la frase «puer natus est nobis», è resa quasi irriconoscibile dalla fitta decorazione che si sovrappone a tutto il corpo della lettera; al suo interno sono raffigurate la Natività e l’ Annuncio ai pastori. La scena è stata attribuita alla mano di Jacopo del Casentino, pittore e miniatore che per questo antifonario lavorò in collaborazione con un artista ancora non identificato, il cosiddetto maestro delle Effigi domenicane.


 
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Prima sala - Croce
Year: fine del XIII sec.
Technique and Materials: tempera su tavola
Dimensions: 160 cm. x 163 cm.
Attributed to: Corso di Buono (Firenze 1270-1300 ca.)
Provenance: Chiesa di San Prospero a Cambiano

L'autore ha abbandonato la formula bizantina del Christus triumphans, tradizionalmente raffigurato con gli occhi aperti a significare il suo trionfo sulla morte, optando per la nuova iconografia del Christus patiens, che mira a presentare al fedele l’immagine di Gesù come uomo sofferente sulla croce. Senza accentuare il senso del dramma e della morte il pittore procede verso una resa anatomica naturalistica, appresa forse dai capolavori di Cimabue


 
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Prima sala - Madonna col Bambino
Year: ultimo decennio del XIII sec.
Technique and Materials: dipinto su tavola
Dimensions: 69 cm. x 51 cm.
Attributed to: Cenni di Pepo, detto Cimabue (Firenze 1272-1302)
Provenance: Collegiata dei Santi Lorenzo e Leonardo

L'opera è uno dei capolavori più noti e più importanti della Valdelsa fiorentina. Per motivi stilistici viene riferita a Cimabue, o a Duccio di Boninsegna. Una recente interpretazione vorrebbe che alla realizzazione del dipinto abbia partecipato anche il giovane Giotto, al tempo ancora allievo nella bottega di Cimabue. L’opera aveva forse in origine dimensioni un po’ più ampie ed ha subito vari restauri che hanno indebolito e reso estremamente delicato lo strato pittorico.


 
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Prima sala - Madonna col Bambino
Year: 1336-1340 ca.
Technique and Materials: tavola
Dimensions: 83.5 cm. x 53.5 cm.
Artist: Maestro delle effigi domenicane (attivo nella prima metà del XIV sec.)
Provenance: Chiesa di San Frediano a Nebbiano, poi chiesa del Cuore Immacolato di Maria a Ortimino

Il Maestro delle Effigi domenicane è un pittore ancora oggi ignoto, indicato solo per convenzione con questa denominazione allusiva a un dipinto con immagini di santi domenicani conservato a Firenze nella chiesa di Santa Maria Novella. Il suo stile è comunque riconducibile al gruppo di pittori fiorentini che si formarono probabilmente alla scuola di Giotto o dei suoi seguaci, come rivela la realizzazione del trono marmoreo, rivestito da un tessuto prezioso che fa da sfondo al gruppo sacro.


 
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Prima sala - Madonna col Bambino fra i Santi Giovanni Battista, Giovanni Evangelista, Zanobi e Jacopo
Year: quarto decennio del XIV sec.
Technique and Materials: dipinto su tavola
Dimensions: 88.7 cm. x 172.5 cm.
Artist: Taddeo Gaddi (Firenze 1290-1366)
Provenance: Chiesa di Sant’Jacopo a Volteggiano

Il polittico, per la datazione precoce, riveste un interesse particolare, perchè rappresenta uno dei primi esempi di polittici di grandi dimensioni, piuttosto rari nella pittura fiorentina prima del 1335. Da notare la resa volumetrica dei corpi, la caratterizzazione individuale dei volti e la composizione del trono cuspidato della Vergine.


 
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Prima sala - Santa Caterina; Sant'Jacopo; San Giovanni Evangelista
Year: metà circa del XIV sec.
Technique and Materials: dipinto su tavola
Dimensions: 63 cm. x 31 cm. (ciascuna)
Artist: Jacopo del Casentino (Firenze 1297- Pratovecchio 1358)
Provenance: Chiesa di San Prospero a Cambiano

Le tre tavole facevano parte in origine di un polittico, come rivela la diversa direzione cui sono rivolti i santi, smembrato forse nel momento in cui il dipinto fu trasferito alla chiesa di San Prospero. Lo stile è raffinato ed impreziosito da eleganti sottigliezze gotiche, espresse nella linea sinuosa dei panneggi e nella resa minuziosa dei chiaroscuri.


 
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Prima sala - Santa Verdiana
Year: prima metà del XIV sec.
Technique and Materials: dipinto su tavola
Dimensions: 172 cm. x 68.5 cm.
Artist: Maestro senese (prima metà del XIV sec.) e Restauratore (XIX sec.)
Provenance: Santuario di Santa Verdiana

Ben identificabile dalle due serpi che si allungano ai lati della figura, questo dipinto di santa Verdiana, protettrice di Castelfiorentino, è oggi considerato la più antica tavola esistente che la raffiguri. Purtroppo solo il volto, il copricapo e le mani sono originari, mentre il resto è frutto di ridipinture ottocentesche. In antico si riteneva che il dipinto fosse stato eseguito da Cimabue; in realtà l´artista fu probabilmente un maestro senese vicino al circolo di Duccio da Boninsegna.


 
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Quarta sala - Calice
Year: ultimi decenni del XV sec.
Technique and Materials: rame dorato e sbalzato, inciso e bulinato
Manifacturing: toscana
Dimensions: 21 cm. x 12 cm.
Provenance: Chiesa di San Michele a Vallecchio, poi Propositura di Santa Verdiana

La lavorazione raffinata del piede e del fusto di questo calice consente di apprezzare l’alto livello artistico raggiunto dalle botteghe orafe a partire dalla fine del Trecento. Il nodo è decorato con sei vetri di diverso colore che simulano pietre preziose incastonate, mentre la coppa in argento, con doratura all’interno, è stata sostituita nel corso dei secoli e presenta infatti una linea visibilmente più moderna.


 
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Quarta sala - Croce astile
Year: prima metà del XV sec.
Technique and Materials: rame dorato, inciso e sbalzato; bronzo fuso (Cristo)
Dimensions: croce: 51 cm. x 26 cm.; Cristo: 13 cm. x 13 cm.
Artist: Ignoto orafo toscano
Provenance: Chiesa di San Jacopo a Voltiggiano, poi propositura di Santa Verdiana

Perduti gli smalti che arricchivano parte di questa pregiata croce in rame dorato, l'opera resta comunque un capolavoro d´arte toscana del primo Rinascimento: sono infatti lontane dagli schemi gotici le semplici forme delle figure del Crocifisso a tutto tondo e del San Jacopo a rilievo.


 
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Quarta sala - Croce astile
Year: 1466
Technique and Materials: rame dorato, inciso e fuso e smalti; bronzo argentato e dorato (Cristo)
Dimensions: croce: 39 cm. x 26 cm.; Cristo: 7.4 cm. x 8 cm.; nodo: h. 25 cm. x diam. 8.3 cm.
Artist: Pietro Antonio di Sano
Provenance: Monastero di Santa Maria della Marca (?), poi Propositura di Santa Verdiana

L´opera si presenta con una complessa minuzia ornamentale, dalle incisioni sulla superfice in rame dorato alla piccola scultura del Cristo, alla minuscola teca posta sul retro ove è raccolta la reliquia. L´artista che eseguì l´opera vi incise il proprio nome e la data, oltre a fare riferimento ad una "Clauductie abbatisse" che ne confermerebbe la provenienza dal monastero di Santa Maria della Marca.


 
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Seconda sala - Madonna col Bambino
Year: inizi del XV sec.
Technique and Materials: dipinto su tavola
Dimensions: 151.4 cm. x 74.4 cm.
Artist: Maestro di Sant’Jacopo a Mucciana (inizi del XV sec.)
Provenance: Pieve dei Santi Ippolito e Biagio

Il dipinto è probabilmente la parte centrale di un polittico ed è un raffinato esempio della produzione di buon livello delle botteghe fiorentine attive a cavallo dei secoli XIV e XV.


 
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Seconda sala - Madonna col bambino
Year: fine del quarto decennio del XV sec.
Technique and Materials: tavola
Dimensions: 76.5 cm. x 47.2 cm.
Artist: Rossello di Jacopo Franchi (Firenze, 1377 ca. - 1456)
Provenance: chiesa di San Vito a Ortimino, poi chiesa del Cuore Immacolato di Maria a Ortimino

Rossello è uno dei pittori più rappresentativi dello stile tardo gotico in Toscana.
Il dipinto mostra una sensibilità artistica che presenta una semplicità volumetrica dei corpi lontana dagli schemi gotici, che rimangono però nella resa raffinata dei tessuti e dei panneggi. L´opera è quasi certamente la parte centrale di un polittico. Sullo sfondo è rimasta solo la preparazione di colore rossastro sulla quale venivano fatte aderire le preziose foglie di lamina d'oro.


 
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Seconda sala - Madonna col bambino
Year: 1520-1530 ca.
Technique and Materials: marmo
Dimensions: h. 92 cm., b. 86 cm. x 28 cm.
Artist: Ignoto scultore fiorentino (XVI sec.)
Provenance: Chiesa di Santa Maria a Petrazzi

Stilisticamente le due figure si presentano insolite e composte di elementi eterogenei: la testa della Madonna è chiaramente di epoca e fattura diversa rispetto al resto del corpo e anche la mano destra è stata giudicata estranea all’insieme. Anche la figura del piccolo Gesù benedicente non sembra rivelare un´esecuzione unitaria.


 
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Seconda sala - Madonna col Bambino fra i santi Sebastiano e Francesco
Year: secondo decennio del XVI sec.
Technique and Materials: dipinto su tavola
Dimensions: 181 cm. x162 cm.
Artist: Francesco Granacci (Firenze 1469-1543)
Provenance: Compagnia di San Sebastiano, convento di San Francesco

Il dipinto è considerato unanimemente dalla critica uno dei capolavori di Francesco Granacci, che dopo la collaborazione con Michelangelo alla Cappella Sistina nel 1508, torna a Firenze seguendo l´esempio artistico di Fra' Bartolomeo. La Vergine è rappresentata al centro con il Bambino; ai lati i santi Sebastiano e Francesco. Tutta la scena suggerisce un profondo senso di calma e devozione, grazie anche al sapiente dosaggio del chiaroscuro.


 
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Seconda sala - Madonna del latte
Year: 1390 ca.
Technique and Materials: tavola
Dimensions: 108 cm. x 58 cm.
Attributed to: Maestr della Madonna del 1399 (Giovanni di Tano Fei?)
Provenance: Chiesa di Sant’Jacopo a Voltiggiano

L’iconografia della cosiddetta “Madonna del latte”, raffigurata appunto nell’atto di allattare Gesù, ebbe una particolare diffusione nel corso del XIV secolo.
In questo caso la naturalezza del gruppo è sottolineata dalla gestualità delle due figure. E' probabile che la tavola facesse parte di un insieme più grande ed ha subito consistenti ridipinture nel corso dei secoli.


 
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Seconda sala - Madonna in trono tra i santi Giovanni Battista e Quirico
Year: 1470-1480 ca.
Technique and Materials: tavola
Dimensions: 145 cm. x 150.3 cm.
Attributed to: Maestro della natività Johnson (Domenico di Zanobi?)
Provenance: Chiesa di San Quirico alle Sodere, poi San Vito a Ortiminio

Il dipinto rappresenta la Madonna seduta su un trono dall'impianto monumentale; alla sua destra S. Giovanni con i simboli iconografici della croce e del cartiglio su cui è iscritto (ECC)E AGNUS DEI. La tavola offre un magnifico esempio dell´arte fiorentina del Rinascimento: da notare l´assenza del fondo oro, sostituito ormai da un cielo azzurro, ed il senso di pacatezza che esprime l'intera opera.


 
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Seconda sala - Santa Caterina d’Alessandria
Year: ante 1499 ca.
Technique and Materials: dipinto su tavola
Dimensions: 145 cm. x150.3 cm.
Artist: Bernardo di Stefano Rosselli (Firenze 1450-1526)
Provenance: Chiesa di S. Prospero a Cambiano poi prepositura di Santa Verdiana

Il paliotto in legno dipinto ha un fondo ornato col motivo del melograno, a imitazione dei più pregiati paliotti tessili. Al centro è raffigurata Santa Caterina D'Alessandria, identificata dalla palma del martirio e dalla ruota dentata, rappresentata due volte per motivi di resa simmetrica. La scelta della martire è in relazione con il nome della committente, Caterina Carboni, il cui stemma di famiglia è rappresentato lateralmente insieme a quello del marito, Bernardo Cambi.


 
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Seconda sala - Visitazione fra i Santi Jacopo e Stefano
Year: inizi del XVI sec.
Technique and Materials: dipinto su tavola
Dimensions: 140 cm. x141.2 cm.
Artist: Alesso di Benozzo (Pisa 1473-1528)
Provenance: Compagnia della Visitazione della Chiesa di Sant’Jacopo a Volteggiano

Il dipinto raffigura la Vergine Maria che comunica ad Elisabetta l'annuncio ricevuto dall'arcangelo Gabriele. Assistono alla scena Santo Stefano, identificabile dalle pietre con cui fu lapidato, e San Jacopo, il cui bastone, la bisaccia e la conchiglia, simboli del pellegrino, vogliono rimandare al santuario di Compostela in cui il santo fu sepolto. Il matrimonio all´origine del dipinto fu quello tra Jacopo di Scipione dei Conti Alberti di Certaldo ed Elisabetta di Antonio di P.


 
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Terza sala - Candelieri e croce
Year: candelieri: doc. dal 1693 ca.; croce: doc. da 1618
Technique and Materials: argento sbalzato, cesellato, bulinato, inciso e fuso
Dimensions: candelabri: 75 cm.; croce: 50 cm. x 37 cm.
Artist: Candelabri: Bernardo Holzmann (notizie 1685-1728) Croce: Francesco Garofolini (attivo a Firenze nei primi decenni del XVII sec.)
Provenance: Santuario di Santa Verdiana

Candelabri: nel repertorio decorativo, che avvolge morbidamente le superfici, si riconoscono gli elementi tipici del lessico grafico fogginiano.
Croce: l´opera appare estremamente raffinata nella decorazione, fatta di foglie, ghirlande ed altri elementi vegetali, che concorre ad incorniciare o ad affiancare le parti figurate dei quadrilobi laterali: San Lorenzo, l´Eterno benedicente, Santa Verdiana e Maria Maddalena; sul retro i simboli della Passione ed il tradizionale pellicano.


 
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Terza sala - Crocebanda
Year: fine del XVI sec. - inizi del XVII sec.
Technique and Materials: velluto
Manifacturing: italiana
Dimensions: 233 cm. x 59 cm.
Provenance: Chiesa di San Prospero a Cambiano, poi Chiesa di San Bartolomeo a Sala

Il drappo di stoffa era solitamente utilizzato per coprire il leggio fino al suolo. Realizzato in elegante velluto verde su fondo avorio è caratterizzato da un motivo ornamentale detto “fiore di cardo”, assai comune sia nei tessuti per l’abbigliamento, sia per i paramenti sacri.


 
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Terza sala - Pianeta
Year: 1760-1770
Technique and Materials: broccato
Manifacturing: francese - Tours (?)
Provenance: Collegiata dei Santi Lorenzo e Leonardo

Il broccato a fondo rosso riporta alla forte tendenza di gusto che nel Settecento si volse al mondo orientale, facendo confluire su dipinti, tessuti o nelle varie arti, elementi ornamentali desunti da quei repertori lontani. Come il motivo detto a meandro che si svolge sulla base unita della stoffa come un nastro tortuoso, dal quale dipartono gruppi leggeri di fiori o piccoli cespugli, evocando nell’insieme l’effetto di un paesaggio stilizzato, ripetuto più volte sul tessuto.


 
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Terza sala - Pianeta
Year: fine del XVII sec.- inizi del XVIII sec.
Technique and Materials: broccato
Manifacturing: francese - Lione
Dimensions: 113 cm. x 72 cm.
Provenance: Santuario di Santa Verdiana

Il cartiglio ricamato in basso al centro della pianeta fu cucito nel 1771 a memoria dei donatori che offrirono il paramento al santuario di Santa Verdiana: «Carlo di Franco Fagioli e suoi MDCCLXXI». Il tessuto è infatti stato identificato come un broccato tipico dell’arte tessile francese, databile tra la fine del Seicento e l’inizio del secolo successivo.


 
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