Museo del Tesoro di Santa Maria dell'Impruneta
Antifonario, Comunione di Santa Lucia
Datazione: secondo e terzo quarto del XIV sec.
Tecnica e Materiali: codice membranaceo
Autore: Secondo miniatore pacinesco e minatore orcagnesco

Sono presenti le antifone con inizio da una non precisata Feria II ad nocturno (nel ciclo liturgico natalizio) fino all´ottava di Epifania a cui seguono gli uffici relativi a S.Andrea apostolo, S. Lucia e S.Tommaso apostolo.


 
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Antifonario, Creazione
Datazione: secondo e terzo quarto del XIV sec.
Tecnica e Materiali: codice membranaceo
Autore: Primo miniatore pacinesco

Antifonario notturno e diurno dal primo sabato dopo l´ottava di Epifania fino alla sesta domenica dopo l´Epifania


 
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Antifonario, Giuditta con la testa di Oloferne
Datazione: 1538-1539
Tecnica e Materiali: codice membranaceo
Dimensioni: 530 mm. x 320 mm.
Autore: Antonio di Girolamo di Ugolino, Firenze 1479-1556
Provenienza: Committenza del pievano dell´Impruneta Andrea Buondelmonti, poi arcivescovo di Firenze

Sono presenti le antifone delle domeniche e dei giorni feriali dal primo sabato di settembre fino all´Avvento. Sono evidenti le derivazioni di molte miniature da esempi illustri di pittura quattrocentesca: la carta 24v, nella scena di Giuditta è chiaro riferimento al Botticelli.


 
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Antifonario, Miracolo della neve
Datazione: secondo quarto del XIV sec.
Manifattura: codice membranaceo
Autore: Primo miniatore pacinesco

Codice VI. Il Codice contiene l'antifona ad Magnificat del sabato dopo la Pentecoste.


 
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Antifonario, Missione degli apostoli
Datazione: secondo e terzo quarto del XIV sec.
Tecnica e Materiali: codice membranaceo
Autore: Maestro orcagnesco

 
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Antifonario, Strage degli innocenti
Datazione: secondo e terzo quarto del XIV sec.
Tecnica e Materiali: codice membranaceo
Bottega di: Pacino di Buonaguida
Dimensioni: 540 mm. x 390 mm.
Autore: Maestro delle effigi domenicane (documentato dal 1337 al 1345)

Codice VII. Il codice è, fra quelli riconducibili alla bottega di Pacino di Buonaguida, quello più ricco ma anche disomogeneo, per la presenza di diversi miniatori con caratteristiche proprie e distinte e con un notevole divario tra i diversi livelli di aggiornamento su modelli più attuali. Qui il particolare con la strage degli innocenti.


 
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Croce astile
Datazione: 1425 ca.
Tecnica e Materiali: lamina d'argento sbalzato e cesellato, parzialmente dorato e smaltato su anima di legno, il Cristo in argento fuso e cesellato
Dimensioni: 47.5 cm. x 30 cm.
Attribuito a: Lorenzo Ghiberti (Firenze 1378-1455)

Recto della croce. Nelle formelle sono visibili in alto Dio Padre, ai lati la Vergine e San Giovanni, in basso San Zanobi. Forse originalmente eseguita per Santa Maria del Fiore, passò più tardi a Impruneta, nei cui inventari dall´inizio del Cinquecento compare una croce d´argento.


 
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Croce astile
Datazione: 1425 ca.
Tecnica e Materiali: lamina d'argento sbalzato e cesellato, parzialmente dorato e smaltato su anima di legno, il Cristo in argetnto fuso e cesellato
Dimensioni: croce: 47.5 cm. x 30 cm.; Cristo: 15 cm. x 13.4 cm.
Attribuito a: Lorenzo Ghiberti, Firenze 1378-1455

Da sempre è stata riconosciuta l´altissima qualità dell´opera ed è stata accostata alla Crocifissione eseguita dal Ghiberti per una delle formelle della Porta Nord del Battistero fiorentino. Forse originalmente eseguita per Santa Maria del Fiore, passò più tardi a Impruneta, nei cui inventari dall´inizio del Cinquecento compare una croce d´argento.


 
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Graduale, La Resurrezione
Datazione: 1537-1538
Tecnica e Materiali: codice membranaceo
Dimensioni: 530 mm. x 370 mm.
Autore: Antonio di Girolamo di Ugolino, Firenze 1479-1556
Provenienza: Committenza del pievano dell´Impruneta Andrea Buondelmonti, poi arcivescovo di Firenze

Graduale dal Sabato Santo all´Avvento. Nel codice sono presenti le antifone da cantarsi durante le varie parti della messa nelle festività pasquali. Caratterizza l´opera dell´artista un tono sobrio ed elegante che si sbizzarrisce nei fregi con un repertorio che ricorda quello usato dai contemporanei nelle tarsie lignee o nei bassorilievi ornamentali.


 
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Graduale, La Vergine dà la cintola a San Tommaso
Datazione: 1537-39
Tecnica e Materiali: codice membranaceo
Dimensioni: 530 mm. x 370 mm.
Autore: Antonio di Girolamo di Ugolino, Firenze 1479-1556.

Graduale contenente le parti della messa dall´Introito all´Antiphona ad communionem. E´raffigurata la scena della Madonna che consegna la cintola a San Tommaso (c.322).


 
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Graduale, San Paolo
Datazione: 1310-1320
Attribuito a: Lippo di Benivieni, documentato dal 1296 al 1327

Codice I.


 
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Reliquiario della Santa Croce
Datazione: 1620
Tecnica e Materiali: argento sbalzato, cesellato bulinato e inciso e cristallo di rocca
Bottega di: Botteghe Granducali (Cosimo Merlini il Vecchio?)
Dimensioni: 99 cm. x 43 cm.
Attribuito a: Cosimo Merlini il Vecchio (Bologna 1580-Firenze? 1641)

La tradizione vuole che sia stato Filippo Scolari (Pippo Spano) conte di Temeswar e Ozora di un ramo della famiglia Buondelmonti a donare alla Basilica i due grossi frammenti della Croce. Sulla cornice del piede è incisa la seguente iscrizione: Maria Magdalena Arcidux Austriae M.D. Etruriae in honorem salutiferae Crucis A.D. MDCXX.


 
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Vaso votivo
Datazione: prima metà del XVII sec. (1633?)
Tecnica e Materiali: argento sbalzato e cesellato
Manifattura: manifattura fiorentina
Dimensioni: h. 27.5 cm. x l. max. 16 cm.; piede: diam. 10.5 cm.

Fa parte del tesoro della Chiesa dell´Impruneta una serie unica e preziosa di vasi votivi, 15 esemplari donati in occasione della celebre processione del 1633 in segno di riconoscenza alla Vergine per aver debellato il contagio della peste. Nelle tre cartelle: Madonna con Bambino, San Domenico e uno stemma, qui visibile, con castello turrito e il motto libertà (famiglia Spigliati Magalotti?).


 
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