Sono presenti le antifone con inizio da una non precisata Feria II ad nocturno (nel ciclo liturgico natalizio) fino all´ottava di Epifania a cui seguono gli uffici relativi a S.Andrea apostolo, S. Lucia e S.Tommaso apostolo.
Sono presenti le antifone delle domeniche e dei giorni feriali dal primo sabato di settembre fino all´Avvento. Sono evidenti le derivazioni di molte miniature da esempi illustri di pittura quattrocentesca: la carta 24v, nella scena di Giuditta è chiaro riferimento al Botticelli.
Codice VII. Il codice è, fra quelli riconducibili alla bottega di Pacino di Buonaguida, quello più ricco ma anche disomogeneo, per la presenza di diversi miniatori con caratteristiche proprie e distinte e con un notevole divario tra i diversi livelli di aggiornamento su modelli più attuali. Qui il particolare con la strage degli innocenti.
Recto della croce. Nelle formelle sono visibili in alto Dio Padre, ai lati la Vergine e San Giovanni, in basso San Zanobi. Forse originalmente eseguita per Santa Maria del Fiore, passò più tardi a Impruneta, nei cui inventari dall´inizio del Cinquecento compare una croce d´argento.
Da sempre è stata riconosciuta l´altissima qualità dell´opera ed è stata accostata alla Crocifissione eseguita dal Ghiberti per una delle formelle della Porta Nord del Battistero fiorentino. Forse originalmente eseguita per Santa Maria del Fiore, passò più tardi a Impruneta, nei cui inventari dall´inizio del Cinquecento compare una croce d´argento.
Graduale dal Sabato Santo all´Avvento. Nel codice sono presenti le antifone da cantarsi durante le varie parti della messa nelle festività pasquali. Caratterizza l´opera dell´artista un tono sobrio ed elegante che si sbizzarrisce nei fregi con un repertorio che ricorda quello usato dai contemporanei nelle tarsie lignee o nei bassorilievi ornamentali.
Graduale contenente le parti della messa dall´Introito all´Antiphona ad communionem. E´raffigurata la scena della Madonna che consegna la cintola a San Tommaso (c.322).
La tradizione vuole che sia stato Filippo Scolari (Pippo Spano) conte di Temeswar e Ozora di un ramo della famiglia Buondelmonti a donare alla Basilica i due grossi frammenti della Croce. Sulla cornice del piede è incisa la seguente iscrizione: Maria Magdalena Arcidux Austriae M.D. Etruriae in honorem salutiferae Crucis A.D. MDCXX.
Fa parte del tesoro della Chiesa dell´Impruneta una serie unica e preziosa di vasi votivi, 15 esemplari donati in occasione della celebre processione del 1633 in segno di riconoscenza alla Vergine per aver debellato il contagio della peste. Nelle tre cartelle: Madonna con Bambino, San Domenico e uno stemma, qui visibile, con castello turrito e il motto libertà (famiglia Spigliati Magalotti?).