L´artista si dimostra pittore eclettico, sensibile al ricordo di Lorenzo Monaco e al fascino di Beato Angelico. Se infatti nelle figure centrali della pala è più evidente l´influsso dell´Angelico, nella predella sono palesi i ricordi di Masaccio e Masolino, con evidenti richiami alla cappella Brancacci.
Particolari e rari manufatti di grande effetto decorativo: si tratta di una brocca pendant con un vassoio sollevato su un piede piuttosto slanciato (alzatina). La brocca è realizzata sfruttando la forma sinuosa di un nautilus, conchiglia in madreperla, montato in filigrana per raggiungere un effetto spettacolare.
Fastoso calice decorato con personaggi e scene relative alla Passione di CRisto: sul piede compaiono le figure del Cristo Risorto, della Vergine e di San Giovanni Evangelista mentre nel nodo sono raffigurate la Preghiera nell´Orto degli Ulivi, la Flagellazione e la Presentazione di Cristo alla folla. Il punzone 800 individua una manifattura post-unitaria che recupera elementi barocchi con gusto tipicamente ottocentesco.
Sui piatti lignei ricoperti di velluto sono: San Vincenzo Gonzaga (recto) e la Madonna in gloria (verso).
La croce poggia su uno sfondo raggiato dorato e con nuvole; il corpo del Cristo che indossa un perizoma dorato, è anatomicamene preciso e ben modellato.
Il codice, relativo al periodo liturgico della prima domenica di Avvento alla Pasqua, costituisce il primo dei due volumi che formano il Graduale e si lega profondamente, in questa prima carta con il Profeta, all´ambito di Francesco d'Antonio. Le figure del codice, però sembrano richiamarsi più ai modi del giovane Attavante degli Attavanti, all'epoca della sua prima attività nell'orbita di Francesco d´Antonio.
Il dipinto fu commissionato dalla Compagnia della Passione a San Piero al terreno nel Valdarno superiore nel 1657, ma nel 1674 questo non era stato ancora consegnato, causando una controversia con l´autore. La grandiosa impostazione rivela una piana definizione dei personaggi e non può sfuggire la ricerca di una somiglianza tra il Padre e il Figlio. Il dipinto è stato rimosso dalla sede originaria qualche anno fa per motivi di conservazione.
Il dipinto raffigura la Madonna col Bambino assisa in cielo ed accompagnata da angeli; al di sotto san Michele armato di lancia è colto nell´atto di atterrare il demonio, san Luigi Gonzaga prega devotamente la Vergine e il santo Papa, volgendosi verso i fedeli, indica la gloria di Maria.
La grande tavola cuspidata, dipinta a tempera con fondo oro, raffigura la Madonna col Bambino in trono, sant´Elisabetta d´Ungheria, san Ludovico di Tolosa e sei angeli. L´autore noto come "Maestro di Figline" è artista fuori dal comune, che dimostra un forte debito nei riguardi della fase giovanile di Giotto; un giottesco eccentrico, però, che forse non era neppure fiorentino, visti alcuni elementi della sua pitture che rieccheggiano moduli senesi.
Realizzato per la chiesa della Confraternita di San Lorenzo nell´omonimo Ospedale di Figline, quest´opera rimase nella sua collocazione originaria fino al 1783 quando fu acquistato dalla Galleria degli Uffizi; passata poi al Museo di San Marco è tornata all´inizio deglia anni Ottanta a Figline. La tavola costituisce un´opera basilare nel percorso artistico dell´autore, direttamente alle origini del suo innovativo interesse per il colorismo veneto.
Singolare arredo ecclesiastico formato da una cornice lignea di impianto architettonico contenente un piccolo rilievo raffigurante un angelo in volo che sorregge con il braccio realizzato a tutto tondo, l'aspersorio. L'insieme doveva essere completato con la presenza di un recipiente per l'acqua benedetta.
Ostensorio riccamente ornato: la base mostra opulente volute che incorniciano cartelle contenenti, oltre le iscrizioni, la raffigurazione di San Michele Arcangelo mentre il fusto è ornato da simboli della Passione di Cristo alternati a teste di cherubini. La raggiera completa il repertorio iconografico con una corona di spine che circonda l´oculo e dalla quale si dipartono spighe e grappoli d´uva.
Il sontuoso dipinto, ricco di effetti teatrali, mostra il giovane santo polacco che con san Luigi Gonzaga è una delle figure più significative dell´ordine dei Gesuiti. Viene qui rappresentato con i suoi tradizionali attributi iconografici: il libro di preghiere, il teschio e il Crocifisso.