Museo d’Arte Sacra della Collegiata Santa Maria Assunta, Figline Valdarno

Il Museo, a cui si accede direttamente dalla chiesa, si articola in tre salette eleganti in successione, caratterizzate nelle porte di passaggio da begli stipiti  cinquecenteschi in pietra serena che recano la data 15..???. Fortemente voluto dal preposto don Renzo Mazzoni (1977-1984), personaggio di grande spessore anche culturale, il museo fu inaugurato nel 1983 e può considerarsi il primo del Valdarno superiore fiorentino, addirittura un antesignano in quanto allestito in tempi che non avevano ancora del tutto portato a maturazione il processo di concentrazione e valorizzazione dei beni artistici che è alla radice dei diversi “piccoli grandi musei” realizzati sistematicamente più tardi. La struttura è stata aggiornata dal punto di vista sia tecnico che dei criteri espositivi in occasione della manifestazione “Rinascimento in Valdarno”, in quest’anno 2007, col concorso dell’Ente Cassa di Risparmio e della Parrocchia, retta da mons. Manlio Tinti dal 1984.

Il museo contiene pregevoli oreficerie e suppellettili di uso liturgico appartenenti alla Collegiata, con qualche dono  importante dell’antiquario Pratesi; vi sono esposti a rotazione anche bei paramenti sacri della ricca dotazione della chiesa, antifonari con preziose miniature del Cinquecento ? e una serie completa e rara di mazze processionali con simboli della Passione in legno intagliato e dipinto. Tra i dipinti da segnalare il Martirio di San Lorenzo di Ludovico Cigoli (1559-1613), del 1590. Eseguito per la chiesa della Confraternita di San Lorenzo dell’Ospedale Serristori di Figline fu acquistato dai Medici nel 1733 ed entrò poi a far parte del patrimonio dei musei fiorentini: è infatti in deposito dalla Soprintendenza di Firenze.

E’ possibile anche ammirare qui  le due tavolette triangolari con due angeli che, applicate alla fine del Quattrocento ai lati della cuspide della Pala del Maestro di Figline, rendevano la tavola rettangolare secondo una prassi in voga a quell’epoca  ma che, riscoperte sotto uno strato di colore azzurro sono state rimosse per restituire al dipinto la sua conformazione originaria. Già attribuite a Domenico Ghirlandaio, più di recente sono state assegnate a Bartolomeo di Giovanni, collaboratore di quel maestro. E’ stata inoltre qui trasferita, dall’attigua moderna cappella del Santissimo Sacramento, anche la grande terracotta parzialmente invetriata raffigurante San Giuseppe di Luca il giovane o Bartolomeo, figli di Andrea della Robbia (1505-10 ca.).

Altre opere sono state inserite di recente nell’esposizione, non appartenenti dall’origine alla Collegiata ma comunque provenienti da chiese del territorio di Figline: la grande pala di Andrea di Giusto, allievo di Masaccio, raffigurante l’Adorazione dei Magi proveniente dalla chiesa di Sant’Andrea a Ripalta, l’imponente Trinità con la Vergine di Agostino Melissi (1616?-1683), un tempo nella chiesa di San Pietro al Terreno, particolarmente ricca quest’ultima di opere e oggetti d’arte; entrambe le opere sono state rimosse dal luogo di origine per motivi di sicurezzae di conservazione.

Se si è certi di non intralciare le normali funzioni dell’ambiente, vale la pena di affacciarsi anche nella Sagrestia, dove oltre a pregevoli banconi e armadi settecenteschi, sono visibili un bel Crocifisso ligneo cinquecentesco???, la Madonna addolorata e San Giovanni dolente attribuite a Vincenzo Dandini  (1609-1675) e un suggestivo San Stanislao Kostka del già citato Egisto Sarri.

essential bibliography

Arte e restauri in Valdarno
Caneva C., Firenze, Editore: Opus Libri, 1991: note: catalogo della mostra

Capolavori a Figline. Cinque anni di restauri
Caneva C., Firenze, Editore: Opus Libri, 1985, note: catalogo della mostra

Un pittore del Trecento. Il Maestro di Figline
AA. VV. , Firenze, Editore: SPES, 1980, note: catalogo della mostra

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