La tavola si trova sulla parete sinistra della navata. Sul fondo di un loggiato aperto su un verde paesaggio, l´angelo e la Vergine sono in affettuoso colloquio, mentre in alto a sinistra compare l´Eterno benedicente. Si apprezzano la dolcezza devota delle attitudini e la luminosità dei colori.
Il dipinto, conservato nel Museo di San Marco, fu commissionato da Cosimo il Vecchio per la chiesa di Bosco ai Frati. La Vergine con il Bambino tra i santi (Francesco, Ludovico, Antonio; Pietro con Cosma e Damiano, protettori della famiglia Medici) siede su di un seggio, richiamo alla semplicità francescana e all’humilitas di Maria. Il Bambino afferra la melagrana, simbolo della Chiesa: i chicchi costituiscono il frutto, così come ogni fedele è legato ai propri fratelli in un’unica famiglia.
Opera di grande fascino, sia per la qualità dell´intaglio e che per la profonda espressività del volto, colto nel tragico istante della morte, il cui naturalismo è accentuato dai danni del tempo che ne hanno alterato in parte i tratti. Da alcuni studiosi è stata proposta l´identificazione di questo crocifisso (e non di quello conservato in Santa Croce) con l’opera ricordata nelle Vite del Vasari nel famoso aneddoto che vide sfidarsi Donatello e Brunelleschi proprio sul tema dell’Uomo.
Il quadro rientra in un programma iconografico molto caro ai Francescani, al fine di divulgare con intento didascalico e moraleggiante immagini della vita del santo. Francesco appare nell´atto di porgere il cordone alla Chiesa, impersonata dalla figura femminile sul trono, ai cui piedi sono una folla di personaggi, tra cui il papa, ad attendere il sacro cingolo.
La tipologia del dipinto segue una consuetudine affermata nella pittura nordica: una tavola centrale di maggiori dimensioni, raffigurante la Resurrezione di Lazzaro è affiancata da due sportelli mobili dipinti: a sinistra Gesù in casa di Marta e a destra la Lavanda dei piedi. Attualmente il trittico è conservato nella Galleria degli Uffizi.
La tela, posta nella sala del Crocifisso, raffigura la santa a mezza figura, sontuosamente abbigliata nell´atto di sostenere la croce. L´autore, Pietro Confortini, fratello del più noto Jacopo, lasciò molte delle sue tracce in Mugello, dove fu attivo negli anni Venti del XVII secolo.
L´autore, Pietro Confortini, fratello del più noto Jacopo, lasciò molte delle sue tracce in Mugello, dove fu attivo negli anni Venti del XVII secolo. Questa tela, posta nella Sala del Crocifisso, raffigura la santa con la consueta ruota del martirio.
Posto sulla parete sinistra dopo l´ingresso nella chiesa, questa tela centinata concentra la scena sulla figura del Cristo, posta in primo piano, sorretto da San Giovanni e dalla Vergine. Alle loro spalle Giuseppe di Arimatea reca gli oli per il rito della sepoltura mentre, di spalle, ai piedi del Deposto è la Maddalena.
Posta sulla parete sinistra della navata della chiesa, la tela è caratterizzata da un soggetto semplice e chiaro, di forte impronta devozionale. La gamma cromatica ricca e squillante, la tenerezza di tocco nei panneggi e nei volti, l´avvicinano alla cultura degli artisti che si muovono tra la Toscana e Roma sulla fine del secolo, come Ciampelli, Commodi o Giovanni de' Vecchi.