Nell’attuale sede all’interno di un edificio moderno di impianto razionalmente lineare, appositamente realizzato, su progetto dell’architetto Pier Nicolò Berardi, di fronte al complesso industriale tutt’ora funzionante, il Museo Richard-Ginori della Manifattura di Doccia apre al pubblico nel 1965.
In realtà le sue origini risalgono bene addietro nel tempo, fino al Settecento; l’idea illuminante e illuminata di affiancare attività produttive e interessi collezionistici dovette essere infatti ben chiara nella mente del Marchese Carlo Ginori già dal 1737, anno di nascita della manifattura di Doccia, la più antica fabbrica di porcellana ancora attiva in Italia da lui fortemente voluta, spinto nel suo progetto da curiosità artistiche e spirito d’avventura imprenditoriale.
Il nucleo iniziale del museo è dunque costituito dalle opere raccolte dal fondatore; a queste si sono aggiunte nel corso dei decenni, fino a sfiorare i nostri giorni, quelle selezionate dai successivi proprietari della manifattura, che di volta in volta hanno voluto conservare una tangibile memoria delle varie forme e dei più diversi decori impiegati nei serviti richiesti dai più illustri committenti di ogni epoca: le migliori famiglie fiorentine, gli Asburgo d’Austria, la sorella di Napoleone Elisa Bonaparte, i Savoia, i Rotschild. Perché in estrema sintesi il museo di Sesto è soprattutto questo: un esclusivo preziosissimo campionario della produzione manifatturiera di Doccia, divenuta Richard-Ginori a partire dalla fine dell’Ottocento.
Di vetrina in vetrina si segue quindi l’evoluzione dai primi prototipi con i motivi a stampino, alle forme rococò arricchite da disegni orientaleggianti in omaggio ai luoghi di origine della tecnica di lavorazione della porcellana, agli austeri esemplari Impero, ai modelli decoratissimi del secondo Ottocento o, al contrario, a quelli novecenteschi, estremamente stilizzati, disegnati da Giò Ponti.
Di particolare interesse è inoltre il nucleo di cere di epoca tardobarocca, provenienti dalle botteghe di Giambattista Foggini e Massimiliano Soldani Benzi, scultori attivi anche per i Granduchi medicei;
si tratta di bozzetti e modelli collegabili a gruppi realizzati poi anche in porcellana, alcuni dei quali visibili nello stesso museo.
Porcellane Italiane della collezione del Museo di Doccia. L’antica manifattura Richard-Ginori a Sesto Fiorentino
Simari M. (a cura di ), n.d., Editore: Art Planning Rei Inc., 2001
La manifattura Richard-Ginori
Monti R. (a cura di), Milano-Roma, Editore: Mondadori-De Luca, 1988
Gio Ponti. Ceramiche 1923-30. Le opere del Museo Ginori di Doccia
AA.VV., Milano, Editore: Electa Firenze, 1983
Die Modellsammlung der Porzellanmanufaktur Doccia
Lankheit K., Munchen, Editore: Bruckmann, 1982
La porcellana di Doccia
Ginori Lisci L., Milano, Editore: Electa, pagine: 346, 1963