Museo dell'Opera del Duomo di Prato

Il Museo, creato nel 1967 per accogliere opere provenienti dalla Cattedrale, è stato ampliato in più tempi e recentemente ristrutturato, in un suggestivo percorso intorno all’armonioso chiostro romanico, con opere provenienti dall’intera diocesi. Dal 1989, a seguito di accordi tra Comune e Diocesi, è stato creato il Sistema Museale Pratese, del quale fanno parte anche i Musei Diocesani (Opera del Duomo, Pittura Murale, Museo della Pieve di Figline, Museo della Badia di Vaiano).

La prima sala conserva tavole e pannelli di polittici del XIV-inizi XV secolo (di Giovanni Bonsi, Lorenzo di Niccolò, Giovanni Toscani), notevoli sculture (tra le quali una testa di Crocifisso del 1220-30 e un vigoroso rilievo di Giroldo da Como, del 1262 circa) e suppellettile sacra del XIV-XV. La sala seguente ospita il prezioso Parato di santo Stefano, donato dal proposto Alessandro de’Medici (Leone XI), e vari corali miniati del XV secolo (Rossello Franchi, Attavante Attavanti).
La sala contigua è dedicata al culto della Sacra Cintola della Madonna, la reliquia più preziosa del territorio, e mostra tra l’altro alcuni vibranti rilievi marmorei di un pulpito esterno e forse di un dossale, scolpiti nel 1358-60 dal senese Niccolò del Mercia.

Attraverso una zona seminterrata – lo scavo ha messo in luce reperti dal periodo etrusco al XV secolo e modeste strutture altomedievali – si raggiunge la Sala del Quattrocento, dove sono esposti dipinti rinascimentali, tra i quali il capolavoro pratese di Filippo Lippi, le Esequie di san Girolamo (1453 ca.), una preziosa tavola di un suo allievo, Piero di Lorenzo (1449), e un Crocifisso sagomato di scuola botticelliana.

La sala seguente, di belle forme rinascimentali, ha al centro l’eccezionale parapetto marmoreo (1434-38) del Pulpito di Donatello e Michelozzo, una sorta di tempietto rotondo nel quale scoppia incontenibile la gioia degli angioletti danzanti, resi pittoricamente grazie allo “stiacciato”, ai complessi scorci prospettici e al mosaico del fondo. Prezioso gioiello rinascimentale è la Capsella (1446), di Maso di Bartolomeo, che contenne la Sacra Cintola. Notevoli anche altre sculture del XV secolo.

Da una sala contigua, che ospita dipinti del XVII secolo (opere di Matteo Rosselli, Empoli, Livio Mehus), tra i quali la notevole pala con l’Angelo custode (1675) di Carlo Dolci, si esce sotto il lato residuo del chiostrino romanico della cattedrale (II metà del XII secolo), in marmo bianco e serpentino verde, che conserva alcuni raffinati capitelli zoomorfi. Da qui, attraverso una cappella sepolcrale (I metà del XII secolo) si raggiungono le “Volte”, parte basamentale del transetto della Cattedrale, utilizzate dal 1326 alla fine del Settecento per sepolture familiari (vi restano stemmi e insegne sepolcrali, e vari affreschi rilevanti del XIV-XVI secolo – tra questi una Pietà di Bonaccorso di Cino. Collegata alle volte è la Cappella di S. Stefano, affrescata dai fratelli Miniati intorno al 1420 (conserva un originale vespaio quattrocentesco in ciotoloni di terracotta), nella quale sono esposti importanti reliquiari della Cattedrale. Attraverso il campanile duecentesco si esce dal Museo sul fianco della Cattedrale.

bibliografia essenziale

La ricerca archeologica nell’area del Palazzo Vescovile di Prato,
Poggesi G. e Wentkowska A. (a cura di), Firenze, Edizioni Polistampa, 2008

Sacre suggestioni: Museo de
ll'Opera del Duomo di Prato
AA.VV., Firenze, Editore: Polistampa, 2001

Musei e raccolte d’arte sacra in Toscana- Museo dell’Opera del Duomo di Prato, in “Le Guide di Toscana Oggi”, pp.541-556, 2000

Musei di Prato: Galleria di Palazzo pretorio, Opera del Duomo, Quadreria comunale
Datini G.(a cura di), Bologna, Editore: Calderini, 1972

Il Tesoro del Duomo di Prato
Marchini G., Prato, Editore: Cassa di Risparmio e Depositi di Prato, 1963

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