Museo di Fucecchio
Baldacchino
Datazione: seconda metà del XVIII sec., 1760 ca.
Tecnica e Materiali: baldacchino
Manifattura: manifattura toscana
Dimensioni: 107 cm. x 157 cm.
Provenienza: Collegiata di San Giovanni Battista

Questo tessuto è parte di un baldacchino e processionale nelle parti ha ricamato un cartiglio con la scritta CAPLO che indica il Collegio Capitolo di San Giovanni Battista a Fucecchio. Le frange e i nappini in oro Macramé originale  danno sontuosità e magnificenza a ciascuna cartiglio, anche se la decorazione del tessuto è sottile e frastagliata, fa suppore Uruk metà del  XVIII secolo.


 
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Borsa per corporale
Datazione: seconda metà del XVIII sec.
Dimensioni: velo: 76.5 cm. x 75.5 cm.; borsa: 28 cm. x 28 cm.

 
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Busto reliquiario della Vergine
Datazione: fine XVI sec. e XVIII sec.
Tecnica e Materiali: lamina di argento incisa e sbalzata
Manifattura: manifattura fiorentina
Dimensioni: Madonna: 28 cm. x 21 cm.; base: 23 cm. x 14 cm. x 16 cm.; aureola: 23 cm. x 14 cm.
Provenienza: Collegiata di S. Giovanni Battista

Il busto argenteo su base a pianta ottagonale ospita la reliquia del velo della Vergine, indicata anche dalla parole velo B. me Marie. La raffinata esecuzione, la raffinatezza dei dettagli, come il collo tipiche dello stile manierista, i capelli, la stessa somatica classica ricorda i volti di contemporane Madonne di Bandini e Allori. La base è successiva.

 

The bust silvery item on an octagonal chest to house the relic of the veil of the Virgin, also indicated by the words VELO B. ME MARIE. The refined performance, the subtlety of the details, like the neck of as typically mannerist style, hair, the same somatic classical recall the faces of contemporary Madonnas of Bandini and Allori. The base is next.


 
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Calice
Datazione: XV sec.
Tecnica e Materiali: argento dorato e rame
Manifattura: manifattura toscana
Dimensioni: piede: 20.5 cm. x 11.8 cm.; coppa: 9 cm. (coppa)
Provenienza: Chiesa di San Gregorio in Torre

Sul piede, forse originariamente smaltato, sono posti 6 tondi di argento, che reca la scritta Ecce homo. L'iscrizione del fusto "DELLA CHOMPAGNA DI GAVILLE" " si riferisce alla Compagnia di Gaville in Valdarno luogo originale del calice. Da lì,  fu spostato verso Padule di Fucecchio nella chiesa di San Gregorio a Torre, e infine è giunto al museo.


 
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Padre Eterno benedicente
Datazione: 1585-1588
Tecnica e Materiali: panello di legno
Dimensioni: 116 cm. x 232 cm.
Autore: Jacopo da Empoli (Florence 1551-1640)
Provenienza: Chiesa di San Salvatore

Il Padre Eterno, avvolto nel vortice di un mantello color grigio perla, appare tra le nuvole e teste alate di Cherubini, reca alla sua sinistra un libro con l'Alfa e l'Omega. Lo sguardo verso il basso è spiegabile dalla relazione che idealmente doveva avere in orgine il pannello: l'Allegoria della Concezione dipinta per il terzo altare a destra nella chiesa di San Salvatore, dove è ancora.

 

The Eternal Father, enveloped in the vortex of a pearl gray mantle, appears among the clouds and the winged heads of cherubs, carrying in His left hand a book with an alpha and an omega. His downward look is explainable by connectig it ideally to the panel that it must have originally crowned: the Allegory of the Conception painted for the third altar to the right in the Church of San Salvatore, where it still is.


 
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Madonna col Bambino
Datazione: 1385-1387 ca.
Tecnica e Materiali: affresco staccato
Dimensioni: 110 cm. x 90 cm.
Autore: Maestro di San Martino a Mensola (Francesco di Michele?) attivo nell'ultimo quarto del XIV secolo
Provenienza: Municipio di Fucecchio (?)

Già nel diciannovesimo secolo staccata la sua superficie pittorica l'affresco è frammentato e indebolito da un restauro del 1969 che ha rimosso le ripuliture. La storica Fremantle nel 1973, dopo numerose valutazioni, ha riconosciuto la sua paternità per le straordinarie analogie con un altro lavoro; le peculiarità tipiche sono evidenti: l'ombra sotto le labbra per evidenziare il mento ed gli occhi avvicinati, ma con una forma allungata e il loro particolare movimento laterale.


 
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Madonna col Bambino in gloria tra i santi Sebastiano, Lazzaro, Maria Maddalena e Marta
Datazione: 1450 ca.
Tecnica e Materiali: tempera su pannello di legno
Dimensioni: 195 cm. x 200 cm.
Autore: Giovanni di ser Giovanni conosciuto come lo Scheggia (San Giovanni Valderno 1406-Firenze 1486)
Provenienza: Collegiata di San Giovanni Battista

Questo dipinto, insieme con la Natività Larciani, è la più rappresentativa del Museo. Questa scena ha una iconografia abbastanza inusuale. I santi sono disposti in primo piano sotto lo sguardo vigile di una Madonna racchiuso in una mandorla di angeli. Da sinistra: San Sebastiano, porta le frecce, sta su una roccia mentre Lazzaro, La Maddalena e Marta sono in barca pronti a salpare per Provence.


 
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Madonna in adorazione del Bambino
Datazione: 1460-1470 ca.
Tecnica e Materiali: pannello di legno
Dimensioni: 77.5 cm. x 58 cm.
Autore: Zanobi Macchiavelli (Firenze 1418 ca. - 1479)
Provenienza: Collegiata della Chiesa di San Giovanni Battista

Lungo il bordo dorato del mantello della Vergine, ci sono alcuni versetti dal poema 366 del Canzoniere di Petrarca: «VERGINE (bella che) DI SOL VES (tita) CHORON (ata di stelle) AL SOMO S(ole piacesti sì che ‘n te sua luce ascose) AMOR MI SPINSE A DIR DI TE PAR(ole ma non so ’n) CHOMINCI(ar senza) TUA AITA».


 
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Brocca
Datazione: 1550-1560 ca.
Tecnica e Materiali: ottone fuso
Manifattura: manifattura toscana
Dimensioni: 29.5 cm. x 16.5 cm.; piede: diam. 8.5 cm.
Provenienza: Collegiata di San Giovanni Battista

Forma estremamente elegante e base circolare, la bocca  è a forma triangolare come un trifoglio; il suo collo, che colpisce più di tutto, termina con la figura di un Leone che apre la bocca, mentre nel collegamento con la pancia c'è la maschera di Jar. La decorazione estremamente accurata e l'originalità  rivela la raffinatezza di una bottega toscana del pieno Cinquecento.


 
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Natività tra i santi Michele Arcangelo, Clemente, Pietro e Marta
Datazione: 1523 (sulla lorica di san Michele)
Tecnica e Materiali: pannello di legno
Dimensioni: 197 cm. x 159 cm.; lunetta: 241 cm. x 110 cm.
Autore: Giovanni di Lorenzo Larciani (Firenze 1484-1527)
Provenienza: Chiesa di San Salvatore

Insieme con quello di Scheggia, questo dipinto è simbolo del Museo di Fucecchio, sia per l'originalità dello stile che e per il mistero che ha avvolto identità dell'artista per lungo tempo. Le più significative e sorprendenti caratteristiche di questa pittura è la forza espressiva dei visi e la brillante e luminosa gamma cromatica, ricca di contrasto.


 
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Pianeta o Casula
Datazione: 1720-1730
Tecnica e Materiali: damasco broccato in seta e argento
Manifattura: produzione italiana o francese
Dimensioni: 121 cm. x 79 cm.
Provenienza: Collegiata di San Giovanni Battista

Questa pianeta è decorata da una rete di motivi vegetali su sfondo rosso.


 
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Pianeta o Casula
Datazione: 1740 ca.
Tecnica e Materiali: seta Lione
Manifattura: produzione francese (?)
Dimensioni: 113 cm. x 70.5 cm.
Provenienza: Chiesa della Vergine della Ferruzza

I disegni e colori di questa pianeta utilizzati per il penitenziale mostrano l'influenza che la famosa e prestigiosa Lione, probabilmente per gli autori della sua ricchezza e complessità, avevano importato dalla  Compagnia delle Indie Orientali della Cina, ma con un passaggio in Occidente che ha subito a monte una sorta di semplificazione dei disegni e modelli.


 
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Pianeta o Casula
Datazione: prima metà del XVII sec.
Tecnica e Materiali: velluto tessuto con oro
Manifattura: produzione fiorentina
Dimensioni: 121cm. x 75 cm.
Provenienza: Collegiata di San Giovanni Battista

La Casula propone nuovamente il classico motivo del XV secolo di un fiore di cardo all'interno di una cornice ogivale ricamata, che si diffonde in tutta la Toscana con grande successo nel corso del XVI secolo. Al centro della Pianeta lo stemma della famiglia Freschi, apparteneva al sacerdote Tommaso che lo ha donato alla Collegiata della Chiesa di San Giovanni Battista.


 
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Reliquiario
Datazione: prima metà del XV sec. e seconda metà XVI sec.
Tecnica e Materiali: cristallo, rame, argento parzialmente dorato
Manifattura: produzione fiorentina
Dimensioni: h. 33.5 cm. x b. 10.5 cm.; corona 9 cm.
Provenienza: Collegiata della Chiesa di San Giovanni Battista

Il reliquario è generalmente considerato un lavoro di Scuola Fiorentina del terzo decennio dei XV secolo. Si tratta di uno delle più importanti opere d'arte del Museo per la sua preziosità è per la sua fattura. E' sormontato da una piccolo busto raffigurante la Madonna, la Madonna dei dolori, che, tuttavia, è una ulteriore aggiunta databile alla metà del XVII secolo.


 
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San Lorenzo e una santa
Datazione: prima del 1236
Tecnica e Materiali: pannello di legno
Dimensioni: 25 cm. x 17 cm.
Autore: Berlinghiero Berlinghieri (attivo nella prima metà del XIII secolo)
Provenienza: Chiesa di San Salvatore

Il frammento appartiene alla grande croce dipinta oggi conservata nel Museo di San Matteo di Pisa. Dopo il restauro del 1981 è stata trovata l'iscrizione con il nome dell'artista: BERLINGERIUS VULTERRANUS PINXIT ME. Il recupero della firma in un'opera è sempre un evento importante, soprattutto per un periodo come il XIII secolo, molto carente nella documentazione delle opere.


 
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San Luigi Gonzaga nella gloria di angeli
Datazione: 1755 ca.
Tecnica e Materiali: tela
Dimensioni: 281 cm. x 150 cm.
Autore: Giovan Domenico Ferretti (Firenze 1692-1768)
Provenienza: Chiesa di Santa Maria delle Vedute

L'opera è stata attribuito a Giovan Domenico Ferretti, uno dei maggiori esponenti della pittura fiorentina nella prima metà del XVIII secolo, sia per il recupero di tutti le marche della stilistica del Ferretti, sia per la similitudine con altre sue opere, una delle più famose è il Sacrificio di Isacco ora agli Uffizi, dove c'è una perfetta corrispondenza tra le figure dei due angeli dipinti.


 
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