Casa del Pontormo
Copia della ‘Madonna del libro’ del Pontormo
Datazione: Terzo quarto del XVI secolo
Autore: Pittore fiorentino del secondo Cinquecento
I nessi fra la Casa del Pontormo e l’artista che vi nacque sono idealmente illustrati da questa tavola, che ha lasciato i depositi degli Uffizi per essere esposta nella stanza più nobile della dimora. Si tratta di una bella replica antica della Madonna del libro, lavoro del Pontormo finora rimasto ignoto nella sua redazione autografa. Di quest’ultima è stato scritto che “è senza dubbio l’opera più copiata” di lui, “e, con ogni probabilità, la Madonna più copiata di tutto il Cinquecento fiorentino”. La critica è concorde nel riconoscere alla copia conservata alla Casa del Pontormo una altissima qualità di stile, con molta probabilità fedelmente riconducibile all'originale.
 
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San Giovanni Evangelista e san Michele Arcangelo (Part.).
Datazione: 1519 Ca.
Tecnica e Materiali: Olio su tavola
Autore: Jacopo Pontormo
Realizzata intorno al 1519, la pala con i Santi Giovanni Evangelista e Michele Arcangelo era destinata alla chiesa di San Michele. I due santi sono pensati in contrappunto, contraddetto soltanto dallo speculare manto rosso, tanto morbido, sinuoso ed avvolgente nell’Evangelista quanto frastagliato, costretto e crepitante nell’Arcangelo. Accovacciato, quasi incastrato ai piedi dell'Arcangelo, ci sorprende il demonio, raffigurato come un bambino dalle orecchie diaboliche e dall’aletta aculeata, con il volto segnato da una smorfia di dolore, che non esita a rovesciare, anche se ferito e sanguinante, uno dei piatti della bilancia con cui Michele pesa le anime, quasi a capovolgere la sentenza: un monito forse contro gli agguati del maligno alle anime anche nel momento del trapasso ed una riflessione sulla morte suggerita a Jacopo dal suo profondo e tormentato sentimento religiosoi. Nella Pala Jacopo sperimenta gamme cromatiche originali e le utilizza creando un continuo rapporto dialettico e apparentemente armonico tra le due figure, accomunate soltanto dalle stesse tonalità di grigio e di rosso; la luce che scende dall’alto provoca invece contrasti e accostamenti liberi, in cui tutte le proporzioni vengono alterate.
 
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