Per descrivere quanto narrato dall'evangelista Matteo, Masaccio usa una "historia figurativa". L'affresco, apparentemente composto da una singola scena, può essere diviso in tre parti: nel mezzo domina il Cristo con gli apostoli, Pietro è a sinistra sulla riva del mare di Galiea; sulla destra è raffigurato Pietro che paga il tributo.
In quest'opera Masaccio rielabora i riferimenti all´arte classica. La coppia è inserita saldamente sul terreno, su cui si proiettano le ombre della violenta illuminazione che modella i corpi, i gesti sono carichi di espressionismo. Adamo piangente si copre il viso con la mano, in segno di vergogna mentre Eva si copre con le braccia e urla, in segno di dolore.
Questa scena si trova sul secondo registro a sinistra della parete di fondo della cappella e dimostra un cambiamento stilistico in accordo con Masaccio, con il quale il lavoro procedeva con una sorprendente saldezza di concezione e di impianto prospettico. Le figure di san Pietro e degli astanti sono monumentali, asciutte, statuarie e l’organizzazione dello spazio risente di un nuovo spirito umanistico della pittura, quello che aprirà la via al vero e proprio Rinascimento.
La Cappella Brancacci rappresenta uno degli esempi più elevati di pittura del Rinascimento. E' frutto della collaborazione di due dei più grandi artisti dell'epoca Masaccio e Masolino da Panicale; cui deve aggiungersi la mano di Filippino Lippi, chiamato a completare l´opera. Committente del ciclo di affreschi, a cui si deve anche la scelta del tema, fu Felice Brancacci. Il tema del ciclo è la salvezza dell'umanità operata dal Signore attraverso Pietro.