La nascita del museo si colloca nel 1967, periodo in cui le ragioni della tutela e della conservazione spingevano la Soprintendenza a ricoverare le opere d´arte di rilievo per scongiurarne il furto o la dispersione.
L´attuale museo comprensoriale è stato inaugurato nel 2000, arricchendo la sua collezione di opere d´arte, in particolare quelle di argomento strettamente legato al Mugello. Le opere d´arte sono quindi inserite per nuclei di provenienza all´interno di questo percorso tematico che si snoda al piano terra dell´edificio.
L’ambiente introduttivo sintetizza con una concentrata varietà di opere i temi trattati negli spazi successivi. Le preziose croci astili provenienti dalle chiese di Olmi e di Vicchio, poste accanto ad una semplice croce rogazionale in legno, indicano i vari aspetti della devozione e al contempo la ricchezza del patrimonio liturgico del Mugello, un patrimonio per lungo tempo ritenuto in qualche modo “minore”, ma che in realtà enumera oggetti di straordinaria raffinatezza e fattura. Una riproduzione di un ex voto posto accanto a un’opera illustre, la Madonna col Bambino e due angeli dell’elegante Maestro della Madonna Straus, sintetizza gli aspetti di due diverse culture figurative e devozionali. Mentre due sculture – il frammento con un pensoso e delicato volto di San Giovanni Battista proveniente da una pala robbiana smembrata e una terracotta con una Madonna col Bambino di provenienza privata e forse posta originariamente in un tabernacolo – sono due diversi esempi della varietà e diffusione del patrimonio artistico sul territorio e al contempo della sua dispersione. Sono infatti molte le vicende (soppressioni, guerre, terremoti, furti, trasferimenti) che soprattutto negli ultimi due secoli hanno portato a spostamenti, a perdite, a musealizzazioni, cioè a tutta una serie di eventi che hanno sradicato le opere d’arte e di devozione dal loro tessuto originario portando così ad una perdita di identità dell’opera stessa e ad una lacerazione nell’originario contesto storico locale.
Il Museo Beato Angelico, col suo ordinamento tematico, si propone dunque di ricollegare opere d’arte illustri ed anche semplici oggetti di devozione al loro antico tessuto culturale in modo che oltre l’apprezzamento estetico degli oggetti si possa almeno intravedere la molteplicità di aspetti sociali e storici in cui essi sono stati generati e poi tramandati.
Museo di arte sacra e religiosità popolare Beato Angelico
Simari M.M., Del Gobbo G., Roma, Editore: Comunità Montana del Mugello, 2006
Vicchio, Museo Beato Angelico 1986-1990
AA.VV., Firenze, Editore: Università Internazionale dell'Arte, 1990
Museo "Beato Angelico"
Chiarelli L., Nicosia F., Santoni A., Firenze, Editore: Comune di Vicchio, 1979